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Vernio. Sabato 25 è cominciata la nuova storia della Fabbrica Meucci

Pubblicato da Andrea Donati in Notizie · 29/11/2017 10:27:00
Tags: vernio
La festa per l’inaugurazione della grande sala polivalente dopo l’intervento da 680 mila euro. Il sindaco ha tagliato il nastro con Annamaria Meucci, che ci viveva negli anni Quaranta.



Di Andrea Donati

Riportiamo dalle News del sito istituzionale del Comune di Vernio.

Taglio del nastro pieno d’emozione alla Fabbrica Meucci di Vernio, dove è stata inaugurata l’ampia sala polivalente dopo un importante intervento di restauro che ha visto un impegno del Comune per 680 mila euro (fondi europei e regionali). Con il sindaco Giovanni Morganti c’era Annamaria Meucci, testimone preziosa dell’ultima fase della storia della fabbrica prima dei terribili bombardamenti alleati che la distrussero in larga parte. La signora Annamaria ha recuperato i suoi ricordi di bambina, negli anni ’40, quando la fabbrica ospitava anche il forno e il negozio di generi alimentari ed era un punto di riferimento per la vita della comunità.

La fabbrica Meucci fa parte dell’identità stessa della Val di Bisenzio. Lo hanno ricordato, con il sindaco Morganti, Annalisa Marchi, presidente del CDSE e lo storico di architettura industriale Giuseppe Guanci che ha messo in evidenza la trasformazione da mulino ad azienda tessile che caratterizza molte aziende pratesi. Fabio Panerai ha raccontato il coraggioso recupero da lui curato negli anni Novanta, mentre Alessandro Bertini ha illustrato l’intervento più recente. La sala polivalente è entrata subito in attività: domenica pomeriggio ha ospitato un concerto del Florence Cello Quintet, composto da musicisti del Conservatorio Cherubini.

La fabbrica, lo ricordiamo, è stata costruita dal mugnaio Meucci nell’Ottocento, dopo essere stata distrutta da un’alluvione viene ricostruita più grande nello stesso secolo. Nel Novecento viene trasformata in opificio tessile e infine, dopo la chiusura della fabbrica, acquistata dal Comune di Vernio nel 1990. Due secoli e due guerre hanno cambiato molto la struttura originaria di quello che fu uno dei primi carbonizzi della vallata con 80 operai al lavoro. I danni subiti nella seconda guerra mondiale furono pesantissimi: gran parte del corpo di fabbrica saltò in aria sotto le bombe.




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