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Bitcoin, cosa sono e come funzionano

Pubblicato da Andrea Donati in Finanza · 21/12/2017 09:44:00
Tags: bitcoin


Di Andrea Donati

Altre volte abbiamo riportato articoli di associazioni di consumatori, e anche questa volta riportiamo quanto pubblicato da “Altroconsumo”, una delle più seguite in Italia. L’articolo è di Luca Cartapatti.

Una moneta virtuale per scambiare denaro online tra gli utenti, senza passare da una banca e con grande sicurezza. Il Bitcoin, la criptovaluta di cui tutti parlano, sembra essere il nuovo Eldorado della rete. Ma (è il caso di dirlo) non è tutto oro quello che luccica. Anzi, il nostro consiglio è di non investire in questa moneta. Ecco cosa sono, come funzionano e a cosa stare attenti.

Qualcuno ne avrà sentito parlare in queste settimane al telegiornale oppure avrà letto in passato qualche articolo che metteva in relazione i Bitcoin a traffici illeciti di armi e droga. Tuttavia è notizia recente che un'azienda di un grosso gruppo industriale giapponese ha deciso di dare la possibilità ai propri dipendenti di ricevere parte del proprio stipendio proprio in Bitcoin. Che cosa sta cambiando? Perché se ne parla così tanto in questo momento? Ma soprattutto che cosa sono i Bitcoin?

I Bitcoin sono una moneta virtuale, una delle oltre 1.300 valute virtuali in circolazione, che prendono il nome di criptovalute. Virtuali perché, a differenza di euro, dollari e sterline, non esistono banconote fisiche essendo costituite di fatto soltanto da codici, ovvero da una serie di numeri. Ma soprattutto, e questa è la grande rivoluzione, questa moneta non transita da alcuna banca.

Niente banca, ho il portafoglio virtuale

Per essere pragmatici potremmo dire che se il cittadino A vuole fare arrivare soldi al cittadino B utilizzando le valute tradizionali può farlo via bonifico, con carta di credito o usando uno dei tanti strumenti di transazione messi a disposizione dal sistema bancario. Per trasferire Bitcoin invece, è sufficiente la rete.

A ben vedere i Bitcoin non sono infatti depositati su un conto bancario, né sono caricati su una prepagata o disponibili cash attraverso un bancomat. Quando si acquistano o si vendono Bitcoin basta avere un wallet, ovvero un portafoglio virtuale che può risiedere sul proprio computer o su una piattaforma in rete.

Puoi crearti un wallet direttamente sul tuo pc, scaricando appositi programmi come ad esempio Eclectum, oppure crearlo online su portali che offrono questo servizio, come quello di Greenaddress. In entrambi i casi ti verrà generato un indirizzo Bitcoin, una sorta di IBAN che però non si appoggia a nessun istituto di credito, ma che serve a identificare in maniera univoca il tuo "conto". 

Comprare e vendere Bitcoin

Ora che hai creato il tuo portafoglio virtuale sei pronto per metterci dentro i tuoi Bitcoin. Ma dove si trovano i Bitcoin e come si acquistano? Fondamentalmente, sembra banale, si acquistano da chi li vende, che si tratti di un privato cittadino, di un sito specializzato o addirittura di un vero e proprio "sportello" fisico. Vediamo come si fa.
Scambio tra privati. Come abbiamo detto i Bitcoin sono una valuta virtuale nata con lo scopo di far scambiare denaro tra persone senza passare dalle banche. Per questo esistono piattaforme di scambio tra privati, come Local BitCoin, dove trovi annunci di chi vuole comprare e vendere Bitcoin, e dove puoi metterti in contatto e procedere con l’acquisto oppure la vendita.

Siti specializzati. Puoi comprare Bitcoin anche su alcune piattaforme online come ad esempio Bitboat. È sufficiente fare una ricarica su una Postepay o una carta prepagata di proprietà dei gestori del sito semplicemente pagando (con soldi veri) in una ricevitoria o alle Poste. Ricevuta la ricarica i gestori del sito provvedono a inviarti i Bitcoin direttamente nel tuo wallet.

Sportelli Bancomat. Sono ancora pochissimi in Italia, ma esistono anche ATM (sportelli Bancomat) dove, introducendo gli euro in contanti e l'indirizzo del proprio wallet, ci si può far accreditare Bitcoin sul proprio wallet. In Italia i bancomat abilitati sono al momento meno di una ventina.

Blockchain e il mantra della sicurezza

Il fatto che, in queste transazioni di denaro, non ci sia il sistema bancario alle spalle a fare da mediatore ha assunto anche una valenza ideologica. Le banche sono spesso mal viste, fanno pagare talvolta a caro prezzo i propri servizi e molte recenti operazioni discutibili ai danni dei risparmiatori (dai diamanti alle azioni, entrambe vendute senza informare correttamente) non fanno altro che legittimare in qualche modo la percezione negativa dei cittadini. Tuttavia l'assenza del sistema bancario, seppur con tutte le sue pecche, pone un serio quesito sulla sicurezza e sulla trasparenza delle transazioni in Bitcoin.

A garantire sicurezza e trasparenza però è la stessa piattaforma tecnologica sulla quale avvengono queste transazioni: la cosiddetta Blockchain. Si tratta di una tecnologia rivoluzionaria di internet che, tra le altre sue applicazioni, ha permesso anche la creazione di questo grande database per le transazioni in criptovaluta.

Un database strutturato in "nodi di rete", ovvero in piccoli blocchi (block) collegati tra loro (chain). Una catena di blocchi, qundi, che contengono e gestiscono le transazioni in Bitcoin. La loro interconnessione fa sì che, perché la transazione vada a buon fine, ogni blocco di questa catena venga chiamato a vedere, controllare e validare tutti gli altri. Ogni transazione in rete di Bitcoin, quindi, viene autorizzata dalla rete stessa. Questo controllo incrociato, unito all'uso di strumenti crittografici, permette la massima sicurezza di ogni transazione, e l'immodificabilità di questi blocchi una volta validati permette la loro tracciabilità e la loro trasparenza.

Blockchain, quindi, è una vera rivoluzione tecnologica (che non si applica solo alle transazioni finanziarie), davvero in grado di garantire una buona dose di sicurezza, trasparenza e tracciabilità. Questo però non significa che l’investimento in Bicoin in sé sia davvero vantaggioso e senza rischi. Anzi, come i nostri esperti di Altroconsumo Finanza hanno avuto più volte modo di ribadire, le incognite di un investimento in Bitcoin sono troppe e i rischi sono enormi, non ultimo la difficoltà di individuare un soggetto che possa rispondere di eventuali problemi.
Arricchirsi coi Bicoin? C'è puzza di bolla

Ma quanto vale un Bitcoin? Al metà dicembre si poteva acquistare 1 Bitcoin alla "modica" cifra di quasi 14.000 euro. Questo ordine di grandezza descrive bene perché ormai dappertutto si parla di Bitcoin come di uno strumento di investimento. Un investimento all'apparenza redditizio (a giudicare dalla "corsa al Bitcoin" di questi ultimi mesi) ma che può nascondere importanti insidie. Da settembre 2016 a settembre 2017 la quotazione del Bitcoin è aumentata di quasi il 700%: una crescita esponenziale che ha fatto, però, gridare da più parti alla bolla speculativa. Questo è uno dei motivi per cui ti sconsigliamo di investire tutti i tuoi risparmi in questa criptovaluta.


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