Prato. Tanta gente in Duomo e in piazza per l’Ostensione di Natale e il “Sasso” di S. Stefano - Notizie - La Voce

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Prato. Tanta gente in Duomo e in piazza per l’Ostensione di Natale e il “Sasso” di S. Stefano

Pubblicato da Andrea Donati in Prato · 26/12/2019 05:38:00



Di Andrea Donati

A Prato non c’è Natale senza l’Ostensione del Sacro Cingolo, l’ultima dell’anno tra le cinque previste dalla secolare tradizione.
Quest’anno il rito è stato officiato per la prima volta dal Vescovo mons. Giovanni Nerbini, alla guida della Diocesi laniera dallo scorso settembre.

In piazza Duomo e all’interno della cattedrale c’era tanta gente, in attesa di ricevere la benedizione con la reliquia mariana.
Il Vescovo, accompagnato dal Capitolo dei Canonici del Duomo, ha mostrato – come vuole la tradizione – per tre volte la Cintola, all’interno della chiesa, dalla Loggia del Ghirlandaio, e poi sulla piazza dal Pulpito di Donatello.



Poi, in tanti, assiepati davanti alla Cappella della Madonna, hanno venerato e baciato la reliquia.
Era presente in forma ufficiale l’Amministrazione Comunale – il Comune di Prato è comproprietario del S. Cingolo – rappresentata stasera dall’assessore al Turismo e al Patrimonio Lorenzo Marchi, accompagnato dal Gonfalone e dai Valletti comunali. Accanto a lui i testimoni: l’ing. Giovanni Corsi, il dottore commercialista Paolo Biancalani; presente, in Cappella, anche il Consigliere Comunale Giacomo Sbolgi.



L’antica tradizione pratese prevede un singolare “passaggio di consegne” tra la solennità del Natale e quella di Santo Stefano, patrono principale della Diocesi e della Città di Prato. Così, nella Cappella della Madonna, il Vescovo e il clero dismettono le vesti bianche e indossano quelle rosse che la Liturgia prevede per la festa dei martiri. In processione viene portata all’altare maggiore la reliquia del cosiddetto “Sasso” di Santo Stefano, che la tradizione vuole sia una delle pietre usate per lapidare il santo patrono.



Oggi, alle 10, in cattedrale il Vescovo presiederà il solenne Pontificale, dove pronuncerà anche la sua prima omelia di Santo Stefano, considerata la più importante di tutto l’anno. Al termine della concelebrazione, mons. Nerbini proclamerà i vincitori del Premio Santo Stefano.




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