Coronavirus. Dati, tabelle, grafici e interpretazioni degli stessi al momento dell’inizio della “Fase 2”. - Notizie - La Voce

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Coronavirus. Dati, tabelle, grafici e interpretazioni degli stessi al momento dell’inizio della “Fase 2”.

Pubblicato da Andrea Donati in Appennino · 4/5/2020 07:04:00



Di Andrea Donati

Riportiamo i dati più significativi per creare un quadro d’insieme sulla situazione generale dell’Italia all’inizio della cosiddetta “Ripartenza”.

A tale scopo, bisognerà tenere presente le note che seguono e che abbiamo estrapolate dal portale di SkyTg24 e dai grafici e tabelle da noi integrate con opportune indicazioni.

E’ d’obbligo far notare che i dati giornalieri non si riferiscono effettivamente alle cifre raccolte in quel giorno, ma il più delle volte contengono dati relativi a giorni precedenti e/o mancanti di quel giorno a cui si riferiscono.

I raffronti quindi per essere significativi ed interpretabili, andrebbero elaborati con i dati estrapolati in uno spazio temporale di almeno una settimana, e quindi quello che conta per una valutazione è il relativo “trend”.


Le variazioni indicate sotto i dati principali della tabella precedente fanno riferimento al giorno precedente e non la differenza fra il 26 Aprile e il 3 Maggio.











Come si interpretano i dati forniti dalla Protezione Civile:

Aumento degli attualmente positivi e aumento complessivo dei contagiati
Un aspetto su cui si rischia di fare confusione, è la differenza tra l’aumento degli attualmente positivi al virus e l’aumento complessivo dei casi totali, entrambi forniti durante la conferenza stampa giornaliera della Protezione civile. Si tratta di due numeri che possono creare equivoci. Il primo si riferisce alle nuove persone che in quel dato giorno sono positive al virus, escludendo però quelle che non lo sono più, ovvero i deceduti e le persone guarite. Il secondo, invece, comprende anche le altre due categorie. Il dato degli attualmente positivi, quindi, non è il numero dei nuovi contagi del giorno.

Il dato sul “totale attualmente positivi” e perché è importante conoscerlo
È importante anche saper leggere il dato sul totale degli attualmente positivi fornito dalla Protezione civile. Si tratta del numero totale delle persone in Italia che sono risultate positive al coronavirus e che non sono ancora guarite. Quel dato è una somma di altri tre, contenuti nella tabella del bollettino: i contagiati che si trovano a casa in isolamento domiciliare, quelli che sono in ospedale in terapia intensiva, e infine quelli che sono in ospedale, con sintomi ma non in terapia intensiva. Quest’ultimo è un dato molto importante, a causa del numero limitato di posti in terapia intensiva negli ospedali italiani e della pressione che questo tipo di cure ha sul sistema sanitario.

Quali sono i dati più importanti per capire come sta andando
Quali sono i dati, dunque, che possono aiutare a farci capire meglio come si sta evolvendo la situazione? Innanzitutto, come si è detto, la crescita del numero di casi totali, piuttosto che l’incremento degli attualmente positivi, perché è l’unico numero che dà realmente conto di aumenti o diminuzioni nei contagi. Ma anche il numero dei decessi, che è il dato che giorno per giorno, purtroppo, dà un’idea immediata dell’andamento dell’epidemia.

I tamponi
Tutti i dati che si leggono nel bollettino della Protezione civile arrivano dai risultati dei tamponi effettuati dall’inizio dell’epidemia. Il dato – suddiviso per Regione e in totale in Italia, come per il resto delle cifre – compare nell’ultima colonna a destra del bollettino. Anche qui, però, c’è una precisazione da fare: come spiega YouTrend, il totale dei tamponi non corrisponde alle persone che sono state sottoposte effettivamente all’accertamento, perché alcune vengono sottoposte a più tamponi. È il caso per esempio dei pazienti che per essere definiti guariti devono essere sottoposti a due tamponi consecutivi negativi, a distanza di 24 ore uno dall’altro.

Il rapporto fra casi e tamponi
Secondo Borrelli, infatti, il rapporto di “un malato certificato ogni dieci non censiti non è credibile”. Questo lascia intendere che, se i tamponi coprissero una fetta più larga di popolazione, il rapporto fra casi e tamponi diminuirebbe drasticamente. Questo rapporto, peraltro, soffre di una quantità di tamponi assai ridotta (soprattutto in alcune regioni come Piemonte o Lombardia) e quasi sempre fatti a soggetti “sintomatici” (cioè coloro che mostrano sintomi da infezione Covid-19). Per questi motivi, si può ritenere che lo stesso numero di tamponi effettuati non mostri la reale popolazione testata.
Nelle ultime ore Umberto Rosini, Technical Project Manager del Dipartimento della Protezione Civile, ha riconosciuto che anche il dato dei tamponi eseguiti finora in realtà potrebbe trarre in inganno. Si tratta infatti del totale dei tamponi eseguiti e non del totale delle persone testate.
Il numero di persone testate potrebbe quindi, nel complesso, essere molto inferiore rispetto a quanto finora pensato, indicando ancora una volta che sono sottoposte al test solo le persone con chiari e gravi sintomi. 

Nel complesso, appare quindi impossibile sapere quante persone in Italia siano state sottoposte al test e svolgere una qualsiasi analisi. Se prendiamo l’esempio toscano con 2699 casi fino al 24 marzo, dividendo per il numero di tamponi dato dalla Protezione Civile otteniamo un tasso di positività del 17,19%. Se usiamo invece il numero di casi a cui si riferiscono quei tamponi otteniamo un tasso di positività del 19,08%. Le regioni e la Protezione Civile dovrebbero valutare la possibilità di fornire più chiaramente il numero di persone testate, per garantire una maggiore trasparenza con l’opinione pubblica. 












Torna ai contenuti | Torna al menu