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Anziani ed emergenza corona virus, il Cardinale Zuppi risponde a Cna

Pubblicato da Andrea Donati in Appennino · 4/4/2020 08:12:00
“Possiamo accettare che l’età sia una discriminante per salvare o condannare una vita?”



Di Andrea Donati

Nei giorni scorsi il Presidente di Cna Pensionati Bologna Sandro Vanelli
aveva inviato una lettera a Zuppi in cui sottolineava
le difficoltà e le amarezze degli anziani in questa emergenza


“Caro Presidente Cna Pensionati, ho letto con tanta attenzione la sua lettera aperta. La ringrazio di cuore per avermi scritto. Condivido tante delle sue considerazioni e anche l’amarezza. Sì, non basta solo dire ‘State a casa’, giustamente, ma dimenticando che questo per chi ha difficoltà è doppiamente complicato. Possiamo accettare che l’età diventi una discriminante per salvare o condannare una vita?”

Inizia così la lettera del Cardinale Matteo Maria Zuppi di risposta al Presidente Cna Pensionati Bologna Sandro Vanelli, che qualche giorno fa aveva scritto una lettera aperta al Cardinale Zuppi, dedicata alla condizione degli anziani per l’emergenza corona virus e al futuro che aspetterà loro una volta terminata questa emergenza.

“Le case di riposo – prosegue il Cardinale Zuppi - sono state aiutate come si doveva, proteggendo gli ospiti e gli operatori, fornendo loro tutti i mezzi necessari tempestivamente per garantire la sicurezza? E poi non paghiamo il fatto che troppo poco negli anni passati abbiamo detto ‘restate a casa’, cercando e creando soluzioni che permettessero una permanenza protetta nei luoghi abituali degli anziani, sostenendoli domiciliarmente e favorendo le co-housing?”

“Siamo convinti che solo insieme, anziani e giovani, potremo uscire da questo terremoto, le cui scosse indeboliscono chi è più debole, sui quali pesa un doppio isolamento ma soprattutto rischia di fare perdere il capitale umano che gli anziani rappresentano. In questi giorni ancora così drammatici dobbiamo stare attenti a quanti si trovano in grande difficoltà, soli e proteggere la loro vita. Una volta finita la pandemia, però, dobbiamo capire e scegliere di cambiare quello che li rende ancora più vulnerabili, le burocrazie, gli sprechi, le inedie che impediscono di trovare risposte intelligenti, sostenibili e che abbiano al centro la persona. Quello che voi chiamate ‘invecchiamento attivo’ riguarda quell’età in più che ci è regalata dal benessere, che non è più la terza età tradizionale e che richiede uno sforzo di comprensione da parte di tutti. L’anziano non è un oggetto, alla fine male sopportato, ma un soggetto indispensabile”.

In allegato copie delle lettere in questione.
Fonte: CNA Bologna








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