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Quando torneremo a una parvenza di “normalità”? Ecco una cronologia possibile

Pubblicato da Andrea Donati in Appennino · 27/2/2021 06:44:00



Di Andrea Donati

A qualche speranza bisognerà ancorarsi. Vediamo cosa ne pensano alcuni "esperti".

Siamo nel campo delle ipotesi perché, ovviamente, nessuno può saperlo con certezza. Ma il fatto che ci siano più vaccini funzionanti significa che la fine della pandemia è "all’orizzonte", come scrive l’Atlantic, che prova a stimarne l'evoluzione nei prossimi mesi. Ripetiamo: sono congetture basate sui dati che abbiamo oggi a disposizione, e quindi suscettibili di essere smentite in base a una serie di variabili sconosciute, ma possono offrire comunque un orientamento. Di certo c'è solo che la pandemia non finirà domani. «La vita questa primavera non sarà sostanzialmente diversa da quella dell'anno scorso; l’estate potrebbe, miracolosamente, essere vicina alla normalità; e il prossimo autunno e inverno potrebbero portare o un miglioramento continuo o un moderato regresso, seguito da un quasi certo ritorno a qualcosa di simile alla vita pre-pandemica» scrive in sintesi Joe Pinsker. Ecco nel dettaglio cosa possiamo aspettarci secondo l'Atlantic nelle prossime stagioni.

Primavera 2021. Cambierà poco rispetto all'ultimo anno. Sono ancora troppo poche le persone vaccinate per fare davvero la differenza in termini di infezioni e c'è l'incognita delle varianti, tanto che «gli esperti temono che la pandemia potrebbe peggiorare molto nel breve termine». In Lombardia per esempio, hanno scritto Stefano Landi e Giovanni Santucci, si stima che il picco dei ricoveri sarà tra marzo ad aprile e che le infezioni rimarranno alte per tutto maggio. Secondo Ashish Jha, professore della Brown University's School of Public Health, in questa fase può iniziare a essere sicura la socialità senza restrizione solo tra persone vaccinate che hanno avuto la seconda dose, ma non per gli altri (è opportuno incontrarsi senza mascherina, dice Jha, solo se tutti i presenti sono immunizzati).

Estate 2021. Tranne in caso di cattive sorprese dalle varianti, la situazione potrebbe migliorare tra giugno e settembre, come è successo l'anno scorso (quando però l'Italia usciva di un lockdown molto rigido che aveva ridotto drasticamente la circolazione del virus). Molto dipenderà dalla velocità della vaccinazione, che almeno in Italia è diversa a seconda delle regioni. Come ha raccontato Stefania Chiale sul Corriere, in Lazio e Toscana ci sono già molti under 55 delle categorie a rischio, per esempio gli insegnanti, vaccinati, mentre in Lombardia la situazione è ben diversa. Secondo il professor Davide Manca del PSE-Lab del Politecnico di Milano, a questo ritmo ci vorranno anni per raggiungere anche solo l'immunità di gregge con i vaccini: da un minimo di 1 anno e 209 giorni per la provincia di Bolzano (attualmente la più veloce), ai 3 anni e 249 giorni della Calabria (la più lenta), passando per l'anno e 209 giorni della Lombardia. In ogni caso in estate la socialità sarà aiutata dal fatto di poter stare all’aperto, ma saranno necessarie ancora nette limitazioni alle attività che richiedono di stare in gruppo al chiuso: numero ridotto, distanza e mascherine.

Autunno 2020-inverno 2021. «La maggior parte della popolazione statunitense dovrebbe essere vaccinata entro l'autunno, ma una certa ricomparsa del virus sembra probabile nei mesi più freddi» spiega l'Atlantic. La situazione però dovrebbe poter essere migliore di adesso, con possibili impennate del virus in presenza di varianti resistenti ai vaccini o ma con meno casi gravi. Potrebbe essere quindi necessario ricorrere di nuovo ad alcune precauzioni per ridurre i contagi. «Anche se circolano varianti resistenti, i nuovi vaccini dovrebbero essere in grado di domarle in tempi relativamente brevi. L'adattamento del preparato di un vaccino esistente potrebbe richiedere solo pochi mesi, il che significa che l’interruzione della vita quotidiana non sarebbe così lunga come quella che gli americani hanno già vissuto» scrive ancora Pinsker.

Estate 2022. Con i mesi più caldi dell'anno prossimo dovremmo poter tornare alla “normalità” qualunque cosa questo posso significare dopo una pandemia. «Il virus esisterà ancora, ma con la possibilità che faccia ammalare meno gravemente le persone e che, come l’influenza, circolerà principalmente nei mesi più freddi; alcune persone morirebbero ancora di Covid-19, ma il virus non andrebbe di nuovo fuori controllo. Nel frattempo, gli americani dovrebbero essere in grado di fare la maggior parte, se non tutte, le cose che hanno perso nel 2020 e nel 2021, senza maschere e preoccupazioni». Il cammino è ancora lungo, ma almeno è tracciato.

Fonte: Atlantic e Corriere della Sera




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