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Coronavirus. Considerazioni (positive) sulla ripartenza.

Pubblicato da Andrea Donati in Appennino · 18/5/2020 11:07:00
Sintetica analisi ed esposizione dei dati della Protezione civile



Di Andrea

Cerchiamo di analizzare le motivazioni che hanno portato alla decisione di ripartire con la fase 2. Nella maggior parte delle tabelle e dei dati, si fanno dei raffronti a distanza di un mese fa, per capire meglio le tendenze (trend).

Fortunatamente tutti i trend sono favorevoli per giustificare una riapertura, se pur limitata.



Certo i dati sono molto circoscritti rispetto al totale della popolazione, in quanto i dati sui tamponi, che è lo strumento che da maggior sicurezza nei risultati, si riferisce ad un numero esiguo rispetto al totale degli italiani.
D’altronde conforta il fatto che i guariti sono in forte crescita e di contro in discesa i dati dei risultanti positivi ai tamponi stessi, portando al 2% il tasso di positività dei tamponi effettuati su i nuovi casi sospetti.

L’altro dato importante è quello (in discesa) dei “Totale positivi attuale” che comprende tutti gli effettivi malati (vedi tabella tamponi).

Se escludiamo quindi i tamponi effettuati più volte sullo stesso soggetto, il totale delle persone “verificate” supererà di poco il 3% degli italiani.



Questo dato non ci conforta ovviamente e ci pone dei dubbi, ma se ci soffermiamo sul fatto che il virus ha una forte capacità infettiva, che ha circolato già dagli ultimi mesi del 2019 con la popolazione concentrata sulle festività natalizie e quindi in piena fase di forti assembramenti, soprattutto al chiuso, si può pensare che in piena e libera espansione, una grossa percentuale di persone hanno si contratto il virus, ma sono risultate asintomatiche o con lievi sintomi.

Questo ci porta alla considerazione che il nostro organismo è in grado di contrastare efficacemente la malattia creando gli opportuni anticorpi, e che considerando i dati delle ultime settimane, anche i malati, se individuati precocemente e sottoposti a terapie (qualcosa si è mosso nel frattempo (Ozono, plasma …), difficilmente si giunge alla risoluzione estrema.

Proprio sul caso dei “decessi”, ci limitiamo solo ad alcune considerazioni per evitare “polemiche” ampiamente trattate dai media e dalle Tv.
Il dato dei decessi effettivamente è quello che (anche se diminuito molto) stenta di più a velocizzare il trend della discesa. Crediamo che il fatto sia dovuto ai tempi di risoluzione della malattia e dei tempi di degenza che spalma il dato in tempi più lunghi. Si conferma la concomitanza con altre patologie.

Pur con questi dati, che possono confortare e ripartire con un po’ meno apprensione, non si può certo abbassare la guardia ed esimersi dal tenere un comportamento ormai da tutti raccomandato.
A tal fine, riportiamo nuovamente, in calce, il ripasso sui vari tipi di mascherina raccomandati.
Buona “ripartita”!





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