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Evacuate a Vado di Monzuno tre famiglie in via precauzionale dopo alcuni smottamenti della parete rocciosa

Pubblicato da Andrea Donati in Monzuno · 16/7/2019 19:12:00



Di Andrea Donati

L’intervento si è reso necessario dopo che lo scorso 10 luglio un brusco rumore ha segnalato il riattivarsi di alcuni movimenti nei pressi della pendice rocciosa, probabilmente in seguito ai forti temporali di giorni scorsi

Riportiamo un comunicato dell’Unione dei comuni dell’Appennino Bolognese.

Il sindaco di Monzuno Bruno Pasquini ha emesso un’ordinanza con la quale è stato temporaneamente interdetto l’accesso alla propria abitazione a tre famiglie della frazione di Vado, sulla strada provinciale in via Val di Setta.

«Mi è sinceramente dispiaciuto dare questa disposizione, perché lasciare la propria abitazione non è mai semplice» ha spiegato il primo cittadino monzunese «ma si è trattato di una scelta doverosa, non possiamo correre il minimo rischio sulla sicurezza e l’incolumità dei nostri cittadini».

Ad allarmare gli amministratori lo scorso 10 luglio è stato uno smottamento dalla scarpata rocciosa, alle spalle del fabbricato che ospita gli appartamenti delle famiglie in questione. Un forte rumore ha infatti allarmato i residenti: l’intervento di polizia municipale e vigili del fuoco intorno alle 22,45 ha permesso di individuarne l’origine.

In effetti in passato la scarpata è già stata consolidata con diverse reti paramassi, che però non sono in grado di garantire la sicurezza dei cittadini che abitano nella vicina palazzina, tanto è vero che sono state in parte divelte. Evidentemente le intense precipitazioni temporalesche dei giorni scorsi hanno riattivato i fenomeni di crollo e dilavamento.

Il successivo sopralluogo dei tecnici dell’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese ha confermato la necessità, a titolo precauzionale, di interdire l’accesso al cortile vicino alla parete rocciosa soprattutto in caso di ulteriori piogge, ma a quel punto la scelta dell’amministrazione, in via cautelativa è stata quella di dichiarare l'inagibilità temporanea dell’intero fabbricato, almeno fino a quando non si sarà intervenuto per rendere completamente sicuro l'accesso all’edificio.

Va considerato che nel 2010 a qualche centinaia di metri di distanza una frana rase al suolo una palazzina, che per fortuna era stata precedentemente sgombrata: la situazione attuale però è meno rischiosa perché diverse sono le condizioni, ma certo da un punto di vista psicologico un po’ di preoccupazione è comprensibile.

Il terreno che sta cedendo è tuttavia di un privato, che dovrà attivarsi per metterlo in sicurezza attraverso il taglio di eventuali alberi instabili, il rafforzamento della parete con posa di nuove reti metalliche e ancoraggi, la rimozione delle reti divelte, dei blocchi instabili e del materiale franato, visto che tali accumuli minacciano direttamente la palazzina sottostante.

Il Comune nell’ordinanza si riserva di attivarsi in tal senso; nel frattempo si è intervenuto per garantire che i residenti nella palazzina trovino un alloggio provvisorio in attesa degli interventi mentre i tecnici comunali e dell’Unione dell’Appennino hanno già informato gli uffici competenti della protezione civile regionale.




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