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L’ecobonus ed il Sismabonus del 110% introdotti dal D.L. Rilancio

Pubblicato da Andrea Donati in Appennino · 18/6/2020 08:02:00
Il superbonus del 110% si presenta come un’occasione da non perdere



DiAndrea Donati

Diciotto mesi per rendere le nostre case più efficienti e sicure senza spendere nulla.

1 - Innanzitutto chi ne ha diritto
Le opere devono riguardare, condomini o unità immobiliari indipendenti (villette), non in costruzione, che siano prima casa e potranno usufruire del bonus le persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni.
Fanno eccezione gli interventi compiuti dagli IACP o da imprese e cooperative che hanno finalità sociale. Significa quindi che se si possiede una villetta che si utilizza come casa di vacanza o la si affitta, non si ha diritto al bonus, se la seconda casa è in condominio invece sì.

2 - I tempi
I lavori dovranno essere effettuati tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2021.
Nonostante l’apparenza, i tempi non sono larghi perché le opere di coibentazione e ancor di più quelle di consolidamento antisismico sono di lunga durata e in molte regioni d’Italia d’inverno difficilmente si possono effettuare.
Inoltre per ancora qualche tempo potrebbe porsi il problema di assemblee condominiali impossibili con la presenza fisica. Come accade per gli altri bonus, si adotterà il criterio di cassa: l’agevolazione fiscale quindi sarà calcolata sulle somme saldate appunto tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021

3 Quali interventi sono previsti.
• Le opere di coibentazione dell’edificio che riguardino oltre il 25% dell’intonaco, con un tetto di 60mila euro per ogni unità immobiliare.
• La sostituzione in condominio degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno della classe A, con pompe di calore inclusi gli impianti ibridi o con microcogeneratori. Il tetto di spesa in questo caso è di 30mila euro per ogni unità immobiliare.
• La sostituzione nelle case unifamiliari degli impianti di climatizzazione invernale con impianti a pompa di calore di riscaldamento, raffrescamento o fornitura di acqua calda sanitaria o con microcogeneratori. Il tetto di spesa anche in questo caso è di 30mila euro. Le cifre si riferiscono alle singole categorie di intervento e la condizione necessaria è che i lavori apportino un miglioramento di almeno due classi energetiche o che in alternativa il miglioramento sia il massimo tecnicamente raggiungibile.
• Hanno diritto al superbonus anche gli impianti fotovoltaici, con tetto massimo di spesa di 48mila euro per edificio e l’installazione di infrastrutture per la ricarica fino a 7 kW di veicoli elettrici con tetto di spesa di 3mila euro purché tali interventi, eseguiti anche singolarmente, siano effettuati contestualmente alle altre opere agevolate su indicate.
• Rientrano inoltre anche tutti gli interventi di efficientamento energetico previsti dall’ecobonus attualmente in vigore (come schermi solari, infissi, caldaiette a condensazione ecc) sempre però se effettuati insieme a lavori o installazioni che diano diritto al superbonus

4 Come funzionano sconto in fattura e cessione del credito
Il DL Rilancio inserisce una novità importante: oltre ai lavori agevolati dal nuovo Superbonus 110%, l’opzione alternativa (sconto in fattura o cessione del credito) si può scegliere anche in alternativa al bonus ristrutturazioni e al bonus facciate.
Il Superbonus 110% (Ecobonus e Sismabonus) si può fruire ‘normalmente’ oppure, per le spese sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021, il contribuente in alternativa potrà optare per:
• lo sconto in fattura, cioè un contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto fino ad un importo massimo pari al corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi il potrà recuperarlo sotto forma di credito di imposta cedibile successivamente ad altri soggetti, comprese banche e altri intermediari finanziari;
• la cessione del credito, cioè la trasformazione del corrispondente importo in credito di imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, comprese banche e altri intermediari finanziari;
la cessione del credito d’imposta in una misura ridotta al 90% ad un’impresa di assicurazione, con contestuale stipula di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi.

Note:
Il Decreto deve comunque essere approvato in parlamento.
La questione dello sconto in fattura è tra le più considerate in Parlamento. Tra gli emendamenti al decreto Rilancio, infatti, alcune sono proprio destinate a rendere più vantaggioso lo sconto in fattura.
Nel frattempo alcune aziende, quotate per effettuare i lavori e pronte ad accettare il credito d’imposta e quindi offrire i lavori “gratis”, sono già in grado di proporre un pre-contratto, in attesa della legge, allo scopo di essere fra i primi alla partenza.
Tutte le ulteriori informazioni, anche sulle aziende quotate, potete attingerle dal nostro socio “Gabriele” che ha curato l’argomento con tutti i dati aggiornati fino ad adesso al n. 348 988 9870 anche WhatsApp.



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