Firenze, l’imprenditore edile e il giovane pittore: in via Gioberti il cantiere è un’opera d’arte - Notizie - La Voce

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Firenze, l’imprenditore edile e il giovane pittore: in via Gioberti il cantiere è un’opera d’arte

Pubblicato da Paola Capitani in Firenze · 30/4/2022 05:58:00
I ponteggi di Marzio Cacciamani, il dipinto di Giulio Noccesi: «No ai muri bianchi»



Di Paola Capitani

La street art può avere mille facce e l’ardire di insinuarsi persino in un cantiere edile, giganteggiando dalla facciata. Un’immagine potente, per l’attualità del contenuto in questo frangente bellico, ma anche per le imponenti dimensioni, è quella che in questi giorni è comparsa in via Gioberti, sulla rete protettiva bianca di un cantiere edile.

È il volto sofferente di una persona bendata, con le labbra rosse e una lacrima di sangue che gli riga la guancia. Potrebbe essere il volto di una madre a cui la guerra ha scippato il figlio o lo stato d’animo di chi teme di perdere il suo futuro. L’opera di Giulio Noccesi, giovane pittore e illustratore fiorentino, noto negli ambienti artistici per i contenuti forti dei suoi dipinti, per iniziativa dell’imprenditore Marzio Cacciamani è stata riprodotta in grandi dimensioni sul telo protettivo che nasconde il ponteggio tirato su davanti alla facciata di un edificio in ristrutturazione vicino alla Chiesa dei Gesuiti. L’ imprenditore fiorentino non è nuovo a queste contaminazioni urbane, mostrando chiaramente una certa sensibilità per l’arte.

«Già nel 2020, in pieno pandemia — racconta — ho riprodotto su un mio cantiere nei pressi di Ponte Vecchio, un palazzo prospiciente il fiume, un’opera di una giovane artista e designer di origine giapponese ma nata a Firenze, Giulia Peyrone. Era un tramonto stilizzato sul Duomo il cui pattern è stato replicato in tutta la superficie del ponteggio». Gli Spazi urbani verticali di Marzio Cacciamani in passato sono stati realizzati anche in un altro cantiere nei pressi di Piazza Pitti. «La mia ambizione — prosegue — è mettere a dimora a Firenze il seme dell’arte diffusa, alla portata di tutti, sia dei giovani artisti in cerca di affermazione, sia dei cittadini che possono facilmente familiarizzare con essa alzando lo sguardo».

E infatti l’iniziativa ha sorpreso i passanti di via Gioberti, molti dei quali, col naso all’insù, non hanno rinunciato al consueto scatto col cellulare. «Una parete bianca è un’opportunità non sfruttata — riprende l’imprenditore — e l’idea di utilizzarla è di grande ausilio ai giovani artisti. Non servono permessi dal Comune per replicare un’opera d’arte, essendo un’iniziativa non commerciale, per giunta in un edificio privato a differenza delle immagini pubblicitarie, quasi sempre butte peraltro».

«Ho apprezzato questa iniziativa di condivisione, in controtendenza rispetto alla logica del profitto — commenta il giovane artista, classe 1996, che ha appena concluso la sua personale Emmaus alla B.East gallery di via di Mezzo — Il dolore a volte può essere rappresentato con ironia».

Cacciamani promette che anche gli altri suoi cantieri, presenti e futuri a Firenze come altrove, si affideranno alla bellezza dell’arte. «Non ho fini commerciali e infatti preferisco veicolare la bellezza piuttosto che la pubblicità, eliminando anche il logo dell’impresa edile. Noi imprenditori abbiamo grandi spazi verticali su cui esporre, (in via Gioberti sono oltre 200 mq), già questo è un vantaggio e una responsabilità».
Fonte: Corriere di Firenze


Torna ai contenuti | Torna al menu