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Imparare l’arte dalle parole dell’artista: gli studenti del Liceo Galvani di Bologna hanno incontrato il maestro Luigi Ontani

Pubblicato da Andrea Donati in Vergato · 26/10/2019 04:40:00



Di Andrea Donati

Il maestro ha risposto volentieri alle domande dei ragazzi e li ha condotti in una visita guidata molto particolare nel suo MuseOntani. E una domanda sulla musica è stata l’occasione per ricordare Lucio Dalla

Sabato 19 ottobre due quinte liceo scientifico internazionale ad opzione italo-inglese provenienti dal Liceo Galvani di Bologna hanno incontrato il maestro Ontani e avuto con lui un dialogo molto aperto e costruttivo sulla sua idea di arte e creatività: l’incontro si è tenuto a Vergato nella sala consiliare, è proseguito poi con una visita guidata nel MuseOntani ospitato dal municipio di Vergato prima e presso la fontana RenVergatellAppenninMontovolo in piazza dopo.

L’idea di incontrare di persona il maestro era nata negli studenti dopo le vicende della scorsa primavera, quando l’opera dell’artista era prima stata accusata di inneggiare al satanismo dal senatore della Lega Simone Pillon, poi addirittura vandalizzata da alcuni sconosciuti che durante la notte l’avevano danneggiata versandoci del letame.

Grazie alla professoressa di storia dell’arte Vitina Greco i ragazzi hanno avuto modo di discutere di arte, libertà di espressione, creatività, censura, fino alla proposta: perché non chiedere direttamente al maestro di spiegare la sua arte? Uno dei portavoce è stato Matteo Mortelliti, uno degli studenti del Liceo Galvani, che a Vergato ci vive.

A fare da intermediaria a questa richiesta è stata l’Associazione Vergato Arte. la cui presidente Giuditta Uliani spiega: «Quando ci è arrivata dagli studenti la domanda di poter incontrare Luigi Ontani siamo stati un po’ sorpresi, e abbiamo pensato che con tutti gli impegni che il maestro ha in giro per il mondo sarebbe stato difficile esaudirla. Tuttavia abbiamo comunque provato a contattarlo e quest’estate ci è arrivata la risposta di Ontani che si è detto molto lieto di incontrare gli studenti».
Grazie alla disponibilità dell’amministrazione comunale di Vergato, rappresentata sabato mattina
dall’assessore alla cultura Patrizia Gambari, si è quindi trovato l’accordo per una data.



L’incontro ha visto la partecipazione attenta degli studenti che quasi non credevano alla possibilità di visitare un museo d’arte contemporanea con l’autore che spiega le proprie opere: si tratta di un privilegio che non capita tutti i giorni. Tante le domande: a chi gli ha domandato come mai il suo fauno abbia gli occhi dipinti che gli danno un’aria così spiritata, Ontani ha ricordato che le statue antiche che lo hanno ispirato erano dipinte; siamo noi che siamo abituati a vederle prive dei colori originali a causa del tempo passato.

Un altro momento divertente si è avuto quando uno studente ha chiesto a Ontani quale musica ascolti. L’artista ha risposto di amare molto la musica classica che ascolta in casa in filodiffusione, ma di essere molto legato anche alle canzoni di Lucio Dalla, di cui era molto amico. Addirittura il maestro ha spiegato che una delle opere esposte al MuseOntani di Vergato è ispirata proprio all’amicizia con il musicista, raffigurato come un moderno Sganapino (SganaOntano è il nome della scultura in ceramica).

Si tratta infatti di una moderna raffigurazione della maschera bolognese della commedia dell’arte con una zampa di lupo (evidente il richiamo alla canzone di Dalla), un fiasco e un disco d’oro. Questo perché, ha spiegato il maestro, Lucio aveva spesso paura di fare fiasco, ma in realtà era un talento straordinario e il disco d’oro rappresenta proprio questo.

C’è stato modo anche di discutere di Luigi Galvani, cui il maestro ha detto di essersi ispirato per un’opera, quando i ragazzi hanno donato al maestro un libro sul loro liceo e una tazza con il simbolo della rana di Galvani.

In conclusione della giornata Luigi Ontani ha invitato i ragazzi a tornare a visitarlo, magari nel suo villino laboratorio di Riola, RomAmor. Chissà che anche questo sogno non si realizzi in futuro.



Fonte: Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese


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