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Direttissima Bologna Prato. Linea ripianificata per i 3 anni di lavori previsti

Pubblicato da Andrea Donati in San Benedetto Val di Sambro · 3/4/2018 11:23:00
Diverse forze politiche hanno chiesto chiarimenti al Governo. Risponde il Viceministro Nencini.



Di Andrea Donati

Riportiamo un redazionale di Bologna Today del giorno di Pasqua 1° Aprile

La linea ferroviaria "Direttissima" Bologna-Prato presto soggetta a lavori di ammodernamento e potenziamento: verrà spezzettata idealmente in tre tronconi corrispondenti ad altrettante fasi di cantiere così come prevedono i lavori che dovrebbero cominciare il prossimo luglio con previsione fine tre anni e mezzo dopo.

Lavori lunghi, dunque, che da mesi hanno messo in allarme i sindaci dei Comuni interessati visto che, in particolare, si prevede di sospendere il servizio tra le 9.30 e le 16.30. Diverse forze politiche hanno chiesto chiarimenti al Governo. Tra queste anche Fi, con un'interrogazione firmata dall'ex parlamentare Massimo Palmizio.

La risposta, a firma del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini, e' arrivata con l'insediamento del nuovo Parlamento. La Bologna-Prato "sara' interessata da importanti lavori di potenziamento per adeguarne le caratteristiche agli standard previsti dalla rete europea per il traffico delle merci", premette Nencini.

"Si tratta di opere indispensabili a garantire il collegamento dei porti dell'area logistica costiera toscana e del sistema logistico e portuale emiliano-romagnolo con il centro e il nord dell'Europa, ma complessivamente tutto il traffico ferroviario ne beneficera', in termini di maggiore regolarita' del servizio e potenzialità della linea".

In vista di questo maxi-cantiere, ricorda il viceministro, Rfi insieme alla Regione Emilia-Romagna e alla Regione Toscana ha stilato un protocollo d'intesa che definisce la tipologia degli interventi e il crono-programma, determinando cosi' le modifiche al servizio viaggiatori e merci. Il documento e' il risultato di un "processo di condivisione", scrive Nencini, con l'obiettivo di limitare "il piu' possibile i disagi, inevitabili, per i viaggiatori".

L'attivita' piu' complessa sara' quella di allargamento di circa 20 chilometri di gallerie su 40. Contestualmente, saranno eseguiti lavori di miglioramento dell'accessibilita' nelle stazioni di Pianoro, Monzuno, San Benedetto Val di Sambro, Grizzana, Vernio e Vaiano. In particolare saranno alzati i marciapiedi dei binari (a 55 centimentri, standard europeo per i servizi metropolitani) cosi' da facilitare l'accesso ai treni, saranno realizzati percorsi tattili a terra per ipovedenti, saranno installati gli ascensori e riqualificati i fabbricati destinati ai viaggiatori.

Si prevede, inoltre, l'installazione di nuovi sistemi di illuminazione a risparmio energetico e un rinnovo dei sistemi di informazione al pubblico. Le stazioni di Monzuno e Vaiano, poi, saranno attrezzate per permettere il passaggio di treni merci lunghi fino a 750 metri. Durante i tre anni di lavoro si valuterà la possibilità di creare, dove possibile, parcheggi di mezzi su gomma per favorire lo scambio intermodale.

Il costo dell'intervento supera i 300 milioni di euro, riepiloga Nencini.

Per quanto riguarda l'organizzazione dei lavori, "per garantire la continuita' del servizio sulla linea, ancorche' in misura ridotta - spiega il viceministro - l'attivita e' stata divisa in tre fasi della durata di circa un anno ciascuna".

La prima tratta interessata sarà quella fra Pianoro e San Benedetto Val di Sambro (luglio 2018-giugno 2019), seguita da quella fra San Benedetto e Vernio (giugno 2019-giugno 2020) e infine quella tra Vernio e Prato (giugno 2020-giugno 2021). Non e' tutto, perche' seguira' un'ultima fase, di sei mesi, "durante la quale sara' completato l'upgrading delle dotazioni tecnologiche di tutte le gallerie", continua Nencini. 

In merito alle modifiche all'orario, il viceministro segnala che "il servizio ferroviario sara' integrato da bus il cui modello, allo studio delle due Regioni e delle imprese ferroviarie, prevede sia missioni veloci sia missioni capillari alla stessa stregua dell'attuale modello ferroviario". Entro marzo 2019, inoltre, la Regione Emilia-Romagna condurrà un'indagine mirata "per meglio pianificare servizi sostitutivi che riducano il piu' possibile i disagi".

Il modello individuato prevede da lunedi' a venerdi', nella tratta interessata dall'intervento principale, la circolazione a binario unico dalle 00.01 alle 9.30 e dalle 16.30 alle 24 e la sospensione totale del traffico dalle 9.30 alle 16.30. "Con questa articolazione le fasce orarie maggiormente utilizzate saranno salvaguardate", sottolinea Nencini. Nelle fasce limitrofe a quella in lavorazione, invece, il traffico ferroviario verra' sospeso dalle 9.30 alle 14.30. Nei giorni feriali escluso il sabato, "sara' garantito il 90% dei treni regionali nelle fasce pendolari e sara' possibile far circolare il 65% dei treni a lunga percorrenza (il 100% in fascia notturna) e il 70% dei convogli merci", scrive il rappresentante del Governo.

Il mantenimento di questo livello di offerta nei feriali renderà "indispensabile" la sospensione totale del traffico fra Pianoro e Prato il sabato, la domenica e nei festivi. Scartata l'opzione di eseguire i lavori di notte: "Comporterebbe il blocco del traffico merci e dei servizi a lunga percorrenza (Intercity ed Euronight) impostati sulla linea che dovrebbero essere deviati su altri itinerari, laddove possibile, o cancellati, nonche' l'impossibilita' di disporre di un'opera in tempi coerenti con la politica europea in quanto la durata dei lavori supererebbe i 10 anni", spiega Nencini.






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