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Vince la battaglia con il cancro ma non quella con la burocrazia: "Per l'Inps posso vivere con 271 euro al mese"

Pubblicato da Andrea Donati in Prato · 21/4/2020 11:37:00



Di Andrea Donati

La denuncia di una pratese 39enne con partita Iva che si è vista negare il bonus da 600 euro perché titolare di una minima pensione d'invalidità in quanto malata oncologica

“Sono una partita iva malata e alle partite iva malate lo Stato non riconosce niente”. E' la triste realtà contro cui ha sbattuto Serena Caramelli, 39 anni, pratese, un lavoro nel settore turistico, titolare di un assegno di invalidità di 271 euro e 86 centesimi che le è stato riconosciuto su base contributiva dopo essersi ammalata di cancro al sistema linfatico. Una miseria ma sufficiente a far saltare i famigerati 600 euro assegnati alle partite iva come indennizzo in seguito all'emergenza coronavirus che ha bloccato le attività. 

“L'Inps – racconta Serena Caramelli – ha respinto la mia domanda senza dirmi perché e solo con l'aiuto del commercialista ho capito che solo le partite iva sane, con una salute di ferro hanno diritto all'accredito dei soldi sul conto corrente”. Affermazione brutale quanto vera: nelle pieghe del decreto è spiegata l'incompatibilità tra gli assegni di invalidità, indipendentemente dall'ammontare, e il contributo di 600 euro. 

“Mi sono ammalata un anno fa – spiega la donna – mi sono curata con la chemioterapia e per fortuna ho vinto la dura battaglia contro il cancro. Oggi sto bene, lavoro tranquillamente, non ho bisogno di farmaci e menomale visto come mi ritrovo. L'assegno di invalidità è né più né meno quello che mi spetta sulla base dei contributi versati e non me lo danno per farmi un favore ma solo perché mi sono ammalata.

Nella mia condizione ci sono tante altre persone: gente che non può lavorare per via del blocco dovuto all'emergenza sanitaria ma che, per aver avuto la sfortuna di essere incappata in una malattia, non ha diritto ai 600 euro. Spero solo che qualcuno a Roma si accorga di questa clamorosa esclusione e corregga il decreto”.

Le speranze di Serena Baroncelli ora sono due: la prima è il ritorno alla normalità, una data certa di riapertura del Paese e di ripresa del turismo almeno in Italia; la seconda, il diritto al bonus di 800 euro che dovrebbe arrivare tra aprile e maggio a chi lo scorso anno non ha superato 35mila euro di fatturato. “Vivo del mio lavoro e non vedo l'ora di riprenderlo per superare questo brutto momento di difficoltà economica perché con 270 euro non si campa, è impossibile.
E poi spero che almeno il bonus arrivi, non è tanto ma sempre meglio di niente visto che anche io pago le tasse e credo di avere tutto il diritto ad avere un aiuto”. 

Fonte: Notizie di Prato


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