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“Tortellini ripieni con carne di pollo per chi non può mangiare il maiale? Commento di Paolo Carati

Pubblicato da Andrea Donati in Bologna · 1/10/2019 23:57:00
Idea magnifica: la tradizione non è in pericolo, cresce il dialogo con altre culture e religioni




Di Andrea Donati

Cresce il dialogo con altre culture e religioni, inoltre può diventare un efficace modello di marketing territoriale.

“Il tortellino con il ripieno con carne di pollo per accogliere chi non può mangiare carne di maiale per motivi religiosi o anche di salute è una idea fantastica, di cui ringraziamo il nostro Arcivescovo Monsignor Matteo Zuppi. Non solo non mette in discussione la tradizione del tortellino, non solo è un magnifico segnale di dialogo verso altre culture e altre religioni, ma può diventare anche uno straordinario strumento di marketing territoriale per portare alle nostre tavole molti nuovi cittadini di altri continenti, altre tradizioni, altre religioni”.

E’ il commento di Paolo Carati, Presidente Cna Area Bologna Città e titolare del Caminetto d’Oro, storico ristorante del centro di Bologna specializzato in una proposta enogastronomica di cucina tradizionale.

“Non c’è davvero nessun problema ad usare il tortellino come occasione per avvicinare culture e religioni diverse – prosegue Carati -, anzi la considero un’idea fantastica di cui dobbiamo ringraziare il nostro Arcivescovo. Innanzitutto non si fa un torto alla tradizione se si è chiari ed espliciti nello spiegare che quel tortellino col ripieno di pollo è un piatto diverso da quello tradizionale, anzi dicendolo non mettiamo in discussione la tradizione ma al contrario la ribadiamo e la rafforziamo”.

“Io spero che si prenda spunto da questo evento – conclude Carati – per ragionare su come accogliere con la nostra cucina una nuova tipologia di clienti a cui proporre oltre alle ricette tradizionali che hanno reso la cucina bolognese famosa del mondo, anche alternative che possano avvicinare i tanti nuovi ospiti che Bologna sta avendo in questi anni e coi quali è giusto confrontarsi anche a livello enogastronomico. Se saremo in grado di proporre piatti innovativi per clientele che hanno nuove esigenze (culturali, religiose, salutiste ecc.) non daremo solo una risposta in termini di dialogo tra culture ma metteremo in campo anche efficaci strumenti di marketing territoriale”.





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