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Fusione nucleare, il Lazio ospiterà la macchina sperimentale per la ricerca

Pubblicato da Andrea Donati in Camugnano · 5/4/2018 00:55:00
Quarto in classifica il Centro del Brasimone. Il Centro Andrà a Frascati.



Di Andrea Donati

Riportiamo un articolo di Repubblica e un post del Comune di Castiglione dei Pepoli.

ROMA - Andrà a Frascati il Centro di eccellenza internazionale per la ricerca sulla fusione nucleare. Lo ha deciso l'Enea. Il sito alle porte di Roma ha ottenuto il punteggio più alto tra nove candidate italiane, sulla base di requisiti tecnici, economici e ambientali, e dal prossimo autunno potrà ospitare il Divertor Tokamak test facility. La commissione di valutazione dell'Agenzia per le nuove tecnologie ha posizionato dietro Frascati la Cittadella della ricerca di Brindisi e Manoppello, in provincia di Pescara. Il Consiglio di amministrazione ha approvato. Per ottenere il Centro di eccellenza avevano presentato proposte anche la Campania, l'Emilia Romagna insieme alla Toscana, la Liguria (con due siti), il Piemonte, la Puglia e il Veneto.

Un progetto da 2 miliardi

L'avvio dei lavori della Dtt è atteso entro il prossimo 30 novembre, con la previsione di concluderli in sette anni. Il centro di ricerca coinvolgerà oltre 1.500 persone di cui cinquecento direttamente e altre mille nell'indotto. Il ritorno stimato è di 2 miliardi di euro, a fronte di un investimento di 500 milioni. I finanziamenti sono pubblici e privati e vedono la partecipazione, fra gli altri, di Eurofusion, il consorzio europeo che gestisce le attività di ricerca sulla fusione (60 milioni di euro) per conto della Commissione europea, il ministero dell'Istruzione (con un budget di 40 milioni), il ministero dello Sviluppo economico (40 milioni impegnati a partire dal 2019), la Repubblica Popolare Cinese con 30 milioni, la Regione Lazio (25 milioni), l'Enea stesso e i suoi partner con altri 50 milioni. A questo impegno si aggiunge un prestito della Banca europea per gli investimenti pari a 250 milioni di euro.
 
L'ingegner Alessandro Ortis, presidente della commissione (e già presidente dell'Autorità per l'energia), ha spiegato: "È stato un percorso laborioso e di grande impegno. Dai sopralluoghi effettuati nei sessanta giorni di istruttoria e dall'esame della documentazione ricevuta sono emerse indicazioni fattuali per valutare l'idoneità dei siti: a ogni requisito è stato associato uno specifico punteggio".
 
Il presidente dell'Enea, Federico Testa: "L'ampia partecipazione e la qualità delle proposte pervenute hanno dimostrato capacità di attivarsi, professionalità e forte attenzione al mondo della ricerca. L'Italia investe sulla conoscenza e sull'energia sostenibile con un progetto che garantisce prospettive scientifiche e occupazionali positive per tutti e, in particolare, per i giovani. Altri siti, che hanno ottenuti punteggi alti, sono pronti per nuove iniziative in campo scientifico".
 
Il Dtt e la fusione
La fusione, processo opposto alla fissione nucleare, si propone di riprodurre il meccanismo fisico che alimenta le stelle per ottenere energia rinnovabile, sicura, economicamente competitiva, in grado di sostituire i combustibili fossili e contribuire al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. La Dtt nasce per fornire risposte scientifiche e tecnologiche ad alcuni problemi complessi del processo di fusione come la gestione di temperature elevatissime e si pone come anello di collegamento tra i grandi progetti internazionali Iter2 e Demo, il reattore che dopo il 2050 dovrà produrre energia elettrica da fusione nucleare.
 
Ideata dall'Enea in collaborazione con Cnr, Infn, Consorzio Rfx, Create e alcune università italiane, la Dtt sarà un cilindro ipertecnologico alto 10 metri con raggio 5 all'interno del quale saranno confinati 33 metri cubi di plasma con un'intensità di corrente di 6 milioni di ampere (pari alla corrente di sei milioni di lampade) e un carico termico sui materiali fino a 50 milioni di watt per metro quadrato (oltre due volte la potenza di un razzo al decollo). Il plasma lavorerà a oltre 100 milioni di gradi mentre i 40 chilometri di cavi superconduttori saranno a 269 gradi centigradi sotto lo zero.
 
"Italia leader nella ricerca"

Dice l'Enea: "La realizzazione della Dtt conferma la forte leadership del nostro Paese nella ricerca sulla fusione". A livello industriale sono coinvolte, a vario titolo, oltre 500 imprese fra cui Ansaldo nucleare che si sono aggiudicate gare per quasi un miliardo di euro (il 60 per cento del valore delle commesse europee per la produzione della componentistica ad alta tecnologia). Il Dipartimento Fusione e Tecnologie della sicurezza nucleare dell'Enea con i Centri di Ricerca di Frascati
e del Brasimone è stato tra i primi a realizzare impianti per lo studio dei plasmi a confinamento magnetico e macchine per la fusione come il Frascati Tokamak e il Frascati Tokamak upgrade. Negli ultimi 20 anni nelle attività sulla fusione sono nati oltre cinquanta brevetti nazionali.


Il Comune di Castiglione dei Pepoli, scrive sulla pagina di Facebook:

“Inutile nascondere la grande amarezza per questo risultato. Ci credevamo tutti sia per le caratteristiche del sito e per le professionalità che esprime sia per il grande sostegno del territorio. Ci credevamo anche perché siamo tutti consapevoli che sarebbe stata una svolta per il nostro appennino.

Insieme a delusione ed amarezza c’è però un sentimento di orgoglio che non dobbiamo minimizzare. Orgoglio per aver riportato all’attenzione nazionale e locale un Centro di ricerche che da troppi anni era caduto nell’oblio generale. Orgoglio perché come enti territoriali e amministratori pubblici locali abbiamo messo in campo un lavoro di collaborazione e di grande impegno che non si vedeva da tempo.

Adesso dobbiamo muoversi in due direzioni quindi:
  1. Insieme alla Regione analizzare bene i risultati ed i punteggi assegnati dalla commissione per non lasciare nulla di intentato, in quanto molti punti richiesti erano molto interpretabili e quindi vogliamo chiarezza.
  2. Vogliamo però che questa attenzione sul Brasimone e sul nostro territorio in generale non cessi di colpo. Ecco perché crediamo che Regione ed Enea debbano continuare un rapporto avviato con questo progetto e impegnarsi a valorizzare comunque il Centro del Brasimone e quindi il territorio limitrofo.

Le potenzialità del Centro da una parte e l’assoluta necessità di investimenti e di rilancio del territorio dall’altra devono rimanere al centro del dibattito e delle politiche.

Noi non abbasseremo la guardia di un centimetro.”


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