Brevi. A Milano risalgono i contagi: "Fase 2 a rischio". I criteri per spostarsi tra le regioni dal 3 giugno - Notizie - La Voce

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Brevi. A Milano risalgono i contagi: "Fase 2 a rischio". I criteri per spostarsi tra le regioni dal 3 giugno

Pubblicato da Andrea Donati in Appennino · 22/5/2020 20:05:00



Di Andrea Donati

Una settimana. È il tempo che dovremo aspettare per sapere quali saranno il 3 giugno le regioni dalle quali sarà possibile spostarsi. Venerdì prossimo infatti il governo valuterà, sulla base di una serie di criteri, quali sono le zone sicure entro le quali è possibile tornare a muoversi, e quali quelle ancora troppo infette e pericolose per il resto del Paese, da isolare. Regioni, oppure province e città, secondo una strategia di limitazioni (e persino chiusure) differenziate. Il Veneto ha già incassato una buona notizia: la strategia delle 3T (testare, tracciare, trattare) ha funzionato e ieri nella Regione non sono stati registrati nuovi casi di Covid-19, ha annunciato il virologo Andrea Crisanti, a cui si deve l’adozione di quell’approccio.

Segnali più preoccupanti arrivano da Milano, dove l’indice di trasmissione della malattia Rt, che era sceso a 0,6 l’11 maggio, è risalito ieri a 0,86 (solo sulla base dei tamponi, senza contare i sintomatici segnalati dai medici di base), pericolosamente vicino a quella cifra 1 che fa ripartire l’epidemia. È urgente capire come fermare i contagi, al di là della polemica politica che è scoppiata ieri sulla Lombardia a livello nazionale



Dal 3 giugno ci si muoverà tra regioni che hanno lo stesso livello di contagio

La data cruciale è il 29 maggio 2020. Perché quel giorno, venerdì prossimo, arriverà il report settimanale del monitoraggio che fornirà le indicazioni per concedere il via libera agli spostamenti tra le regioni. Mentre nella fase attuale c'è liberta di movimento nella propria regione di residenza, dal 3 giugno - come previsto dal decreto in vigore - ci si potrà spostare in tutta Italia. Ma l’apertura potrebbe non essere totale. Sarà infatti il governo a decidere i criteri e i governatori avranno il potere di imporre limitazioni. Con un obiettivo ormai evidente: impedire l'ingresso a chi proviene dalle regioni con il maggior numero di contagi.

Nei prossimi giorni si metteranno a punto i dettagli del percorso stabilito in base a una regola: non ci sarà alcun limite soltanto tra regioni che sono allo stesso livello di rischio. E sarà questo a condizionare la vita dei cittadini nelle prossime settimane, dunque anche nel periodo delle vacanze estive. L'assegnazione del livello avviene elaborando i 21 punti del monitoraggio messo a punto dal ministero della Salute. Ogni settimana le Regioni hanno l’obbligo di comunicare una serie di parametri e l'incrocio di questi dati fornisce la valutazione complessiva. In particolare devono rendere noto l'Rt (il tasso di contagiosità che ha sostituito l'R0), il numero dei tamponi effettuati e una serie di dati relativi alla tenuta del sistema sanitario, con un'attenzione particolare alle terapie intensive. Incrociando queste informazioni si arriva al livello di rischio che può essere «basso», «moderato» o «alto». E questo consente di prendere i provvedimenti necessari a tenere al sicuro i cittadini, ma nello stesso tempo proseguire nell'avanzamento della fase 2 così come stabilito nel Dpcm entrato in vigore il 18 maggio. (...)

Il 29 maggio il governo analizzerà i dati e deciderà se la mobilità interregionale può valere per tuttio se invece dovranno essere previste eccezioni. E questo potrebbe valere anche per singole città o paesi. Per comprendere meglio quanto accadrà si può fare un esempio basandosi sui dati della scorsa settimana quanto tutte le regioni erano a livello «basso» tranne Lombardia, Molise e Umbria. In quella situazione le tre regioni sarebbero state escluse dalla libertà di spostamento.
Il provvedimento non sarà comunque definitivo, ma verrà valutato e aggiornato sulla base dei risultati settimanali. E dunque cambiato a seconda di un miglioramento o peggioramento della situazione che determina la valutazione di rischio.(...)

Le valutazioni potrebbero tenere conto anche di singole realtà che potrebbero mostrare un andamento diverso da quello della regione. Proprio come accaduto la scorsa settimana in Molise e in Umbria, dove ci sono stati episodi che in alcuni centri hanno fatto salire il numero di contagi influendo poi sulla valutazione generale. A destare allarme è invece in queste ultime ore il dato di Milano, perché l’Rt è salito dallo 0,65 del 12 maggio allo 0,86 di giovedì 21



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