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Una piccola azienda di Castiglione converte la produzione per emergenza Covid-19

Pubblicato da Andrea Donati in Appennino · 7/4/2020 21:00:00
La Laser Planet ha deciso di riconvertire la produzione e realizzerà mascherine



Di Andrea Donati

La Laser Planet, una piccola impresa di Castiglione dei Pepoli specializzata nell’incisione e taglio laser ha deciso di riconvertire la produzione per fornire dispositivi medici per fronteggiare l’emergenza (mascherine e visiere protettive). Il Comune per sostenere l’iniziativa ha fatto una prima “ordinazione” di materiale pari a circa 6100 Euro.

La giunta comunale di Castiglione dei Pepoli ha deliberato di erogare un contributo di 6100 mila euro a favore della Laser Planet, una azienda locale che vista l’emergenza Covid-19 ha deciso di convertire temporaneamente la propria attività per produrre mascherine.

Il contributo servirà a consentire lo svolgimento dei test di laboratorio necessari per l'avvio della produzione dei dispositivi; in cambio l’azienda consegnerà all'Amministrazione dispositivi da distribuire alle strutture sanitarie e socio-sanitarie del territorio, alle associazioni di protezione civile e volontariato del territorio e, se ci fosse la necessità, anche ai cittadini.

La Laser Planet è una piccola impresa con cinque dipendenti che si occupa di incisione e taglio laser, producendo insegne, targhe, totem, complementi d’arredo, prodotti personalizzati per locali e alberghi. Ovviamente il suo mercato, soprattutto quello fieristico, è completamente fermo. Da qui l’idea del titolare, Enrico Lunardi: «Già in passato abbiamo lavorato nel settore tessile, soprattutto con aziende di Prato.

Ecco perché abbiamo pensato di adattarci a produrre mascherine: oltre tutto, con il nostro laser, produciamo anche laccetti morbidi, ormai introvabili sul mercato. La nostra maschera è in poliammide, è molto elastica e si automodella sul viso, ha tre strati, uno interno con trattamento neutro che viene a contatto con la pelle, uno intermedio con filtro antibatterico, e uno esterno idrorepellente. Contiamo di produrne 30-40 mila al mese».

La maschera sarà presto sul mercato per l’uso comune: viceversa per l’uso come dispositivo medico è stata presentata domanda all’Istituto Superiore di Sanità per produrre le mascherine, oltre che visiere protettiva in PET.

La produzione per uso medico potrà essere ufficializzata soltanto dopo i necessari test di laboratorio, per l'accesso alle certificazioni secondo le normative richieste in materia; tuttavia è plausibile pensare che la conversione non solo potrebbe assicurare il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, ma addirittura garantire, sia pure a tempo determinato, l'assunzione di ulteriore personale.

«Il tema delle mascherine è molto delicato: quando sia opportuno usarle lasciamo che siano gli esperti a dircelo, come amministratori ci adegueremo alle direttive del Governo. Però il vero problema è che non ci sono mascherine per tutti, e ovviamente la priorità va data agli operatori sanitari.

Per questo abbiamo subito sostenuto l’idea di una azienda del nostro territorio che ha deciso di riconvertirsi in questa fase per produrre mascherine e visiere, e abbiamo voluto essere i loro primi clienti per spronarli ad andare avanti su questa bella iniziativa, sia perché sostiene e rilancia l’occupazione, sia perché approvvigionerà professionisti e cittadini di questi importanti presidi di sicurezza» spiega il sindaco di Castiglione Maurizio Fabbri.

Fonte: Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese




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