Coronavirus. Lo studio: casi sempre meno gravi, il virus ha perso capacità replicativa - Notizie - La Voce

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Coronavirus. Lo studio: casi sempre meno gravi, il virus ha perso capacità replicativa

Pubblicato da Andrea Donati in Appennino · 1/6/2020 18:45:00
Secondo uno studio condotto all'Ospedale San Raffaele di Milano. Cosa potremo aspettarci per il prossimo autunno?



Di Andrea Donati

Sars-CoV-2 continua a circolare, ma possiamo a ragione sostenere che qualcosa è cambiato nella diffusione dell'epidemia? Secondo uno studio condotto all'Ospedale San Raffaele di Milano, in via di pubblicazione su una rivista scientifica, tra marzo e maggio la quantità di virus presente nei soggetti positivi si è ridotta notevolmente. «Abbiamo analizzato 200 nostri pazienti - sottolinea Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia del San Raffaele e professore all'Università Vita-Salute, oltre che curatore del lavoro -, paragonando il carico virale presente nei campioni prelevati con il tampone. Ebbene i risultati sono straordinari: la capacità replicativa del virus a maggio è enormemente indebolita rispetto a quella che abbiamo avuto a marzo. E questo riguarda pazienti di tutte le età, inclusi gli over 65».

Un cambiamento nel carico virale non significa necessariamente che il patogeno abbia subito una mutazione, cosa di cui al momento non abbiamo prova. «Possiamo dire, in base ai risultati dell'indagine e a quello che vediamo in ospedale, che è cambiata la manifestazione clinica - precisa Clementi -, forse anche grazie alle condizioni ambientali più favorevoli. Adesso stiamo assistendo a una malattia diversa da quella che vedevamo nei pazienti a marzo-aprile. Lo scarto è abissale ed è un dato che riteniamo importantissimo. Confermato peraltro dalla pratica: non solo non abbiamo più nuovi ricoveri per Covid in terapia intensiva, ma nemmeno in semi-intensiva. Nelle ultime settimane sono arrivati pochi pazienti e tutti con sintomi lievi».

Quali sono le cause di questo «indebolimento» del virus? «Possiamo affermare che Sars-CoV-2 oggi replica meno, ma non abbiamo certezza sulle origini del fenomeno. Un'ipotesi è che si tratti di un co-adattamento all'ospite, come avviene normalmente quando un virus arriva all'uomo. L'interesse del microrganismo è sopravvivere all'interno del corpo e diffondersi ad altri soggetti: obiettivi irraggiungibili se il malato muore a causa dell'infezione».

Cosa potremo aspettarci per il prossimo autunno? «Nessuno può sapere con certezza se ci sarà una nuova ondata di contagi, la temevamo anche per la Sars ma non si è verificata e, anzi, il virus è scomparso - precisa Clementi -. Per quanto riguarda Sars-CoV-2, ci potranno essere dei focolai locali e sarà determinante il modo in cui sapremo reagire, isolandoli, individuando i contatti e affidando i pazienti alla medicina di territorio per lasciare gli ospedali solo a eventuali casi gravi». 

Fonte: Corriere della Sera


Torna ai contenuti | Torna al menu