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Decreto del Governo: delusione e sconcerto per artigiani e piccole imprese

Pubblicato da Andrea Donati in Appennino · 27/4/2020 20:16:00
Uno slittamento a giugno rappresenta una condanna a morte per l’intero settore e farà esplodere l’abusivismo.



La rabbia di acconciatori ed estetisti:
“Delusione, rabbia e sconcerto. Sono questi i nostri sentimenti dopo la presentazione del nuovo decreto del Governo. C’erano molte speranze nel mondo dell’artigianato e della piccola e media impresa, invece oggi c’è solo una grande amarezza”.

E’ il commento di Claudio Pazzaglia, Direttore Cna Bologna.

“Desta sconcerto e rabbia – aggiunge Giovanna Cacciatori, Presidente Unione Benessere e Sanità Cna Bologna - il fatto che nel Dpcm del 26 aprile non si faccia alcuna menzione a una possibile data di riapertura delle imprese di acconciatura ed estetica. L’ennesima dichiarazione in conferenza stampa del presidente del Consiglio, che lascia intendere uno slittamento del riavvio di tali attività a giugno, è intollerabile. Rappresenta una condanna a morte per l’intero settore”.

“Un settore che, con 135mila imprese e oltre 260mila addetti di cui 2.500 imprese nell’area metropolitana di Bologna, partecipa in maniera determinante all’economia italiana, oltre a essere essenziale per garantire il benessere della popolazione. – prosegue Giovanna Cacciatori - È incomprensibile come nei loro confronti ci sia una totale disattenzione da parte del Governo.

La Cna chiede che acconciatori ed estetiste possano riprendere a breve la loro attività. Il comparto, a tutela di clienti e dipendenti, può già offrire tutte le garanzie necessarie a riaprire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie”.

“Se il Governo – afferma Giovanna Cacciatori - ritiene che debbano essere definite ulteriori condizioni, che le definisca da subito per consentire di riaprire al più presto. Le imprese sono ormai allo stremo delle forze e le loro condizioni finanziarie sono così gravi da destare preoccupazione anche sul fronte della tenuta sociale di scelte scellerate come quella di una chiusura così prolungata. Le imprese non riusciranno a resistere ancora per molto.

È quanto mai necessario che il Governo dia subito segnali chiari e risposte certe. La disperazione si sta trasformando in rivolta. Chiediamo al Governo di lanciare un messaggio immediato rassicurando le imprese sulla definizione di una prossima, e certa, riapertura”. “Anche perché – conclude Giovanna Cacciatori - se l’apertura dovesse essere troppo posticipata, rischia di esplodere con ancora più forza il fenomeno dell’abusivismo in cui non vengono assolutamente rispettate le norme igienico sanitarie, ponendo in pericolo la salute del cittadino.  


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