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Maurizio Fabbri, sindaco di Castiglione dei Pepoli espone il suo pensiero sulla mancarta assegnazione al Centro Enea Brasimone del DTT

Pubblicato da Andrea Donati in Castiglione dei Pepoli · 7/4/2018 14:31:00


Di Andrea Donati

Abbiamo letto e riportato altri commenti, anche con note polemiche, da parte di rappresentanti pubblici coinvolti nel bando di assegnazione del progetto di fusione nucleare DTT, questa volta portiamo all’attenzione dei lettoriquanto postato da Maurizio Fabbri, sindaco di Castiglione dei Pepoli, sul suo profilo Facebook.

“L’assegnazione ufficiale del progetto DTT legato alla ricerca sull’energia da fusione nucleare se l’è aggiudicata la Regione Lazio.

Gli otto siti esclusi piangono tutti una straordinaria occasione persa. Certi hanno già annunciato ricorsi altri vogliono fare valutazioni approfondite prima di prendere delle decisioni. Sicuramente si è trattato di una modalità di selezione molto discutibile; il fatto stesso che Enea indica un bando e si auto assegni (al suo centro principale) il progetto la dice lunga sulla stranezza della cosa.

Noi ci abbiamo creduto e lavorato tantissimo. Siamo partiti per primi sapendo della grande occasione che poteva essere e abbiamo alimentato interesse e creato una rete di istituzioni e territori a sostegno del progetto. Quasi un anno a lavorare quotidianamente alla cosa, sapendo di avere in Frascati un ‘avversario’ difficile ma sapendo anche che il Centro del Brasimone ha tutte le caratteristiche per poter crescere e ampliare le sue attività.

Anche se non ricade nel nostro Comune abbiamo messo come priorità questo lavoro , consapevoli che una ripresa del Centro non può che avere ricadute positive su tutto il territorio, Castiglione e Camugnano in primis.
Il sostegno della Regione Toscana, della Città Metropolitana di Firenze, dell’Unione dei Comuni del Mugello e dell’Unione della Val Bisenzio, del Comune di Prato e ovviamente della nostra Unione, è stato un risultato importante e unico, di cui noi siamo stati i registi. Un risultato che adesso non va disperso.

In attesa di capire cosa intenderanno fare le Regioni escluse, facciamo una prima serie di riflessioni:
  1. Nel ‘bando’ costruito da Enea, fra le varie cose illogiche, ve n’è una che purtroppo non porta nulla di nuovo (e di buono per noi). Continuare a scegliere dove investire in base a criteri che favoriscono le aree urbane maggiori, e quindi più infrastrutturate, continua ad allargare la disparità fra centro e periferia. E’ il grande problema dell’Italia e del mondo intero. Se non cambia questa logica salta il patto sociale e il sistema non reggerà più.
  2. Il Centro del Brasimone (a differenza di altre candidature) c’è comunque; da troppi anni è sottoutilizzato da ENEA e poco considerato dagli enti pubblici. L’interesse che abbiamo suscitato e convogliato su di esso deve rimanere alto.
  3. La Regione Emilia Romagna (e in parte la Toscana) hanno speso parole importanti, hanno riconosciuto la potenzialità del Centro e la sua importanza strategica per uno sviluppo del territorio. Hanno quindi partecipato al bando e impegnato 25 milioni i n 7 anni. Chiediamo quindi che tale impegno rimanga, ovviamente a fronte di una progettualità che dobbiamo costruire insieme.
  4. Il Centro del Brasimone, essendo un’eccellenza mondiale proprio sulla ricerca legata alla fusione nucleare, sia comunque coinvolto nel progetto DTT.
  5. Il Presidente Enea Federico Testa nell’annunciare l’assegnazione ha detto che fra i siti esclusi ci sono eccellenze da valorizzare: passi dalle parole ai fatti. Fatti che negli ultimi anni non sono andati nella direzione delle sue parole.
  6. Per la prima volta da tanti anni si è visto un territorio unito nel sostenere una possibile opportunità di crescita: amministratori di colore politico diverso si sono adoperati insieme per l’interesse comune. Anche questo non va disperso.
  7. I cittadini di queste montagne, spesso dipinti come ‘arretrati’ hanno invece dimostrato lucidità, responsabilità e intelligenza nel capire subito che si trattava di una grande occasione e l’hanno sostenuta quasi all’unanimità. Segno che se si parla di cose serie e di interesse pubblico, la cittadinanza si unisce.
  8. Dopo l’annuncio dell’assegnazione tanti politici regionali si sono espressi: siamo contenti che si siano accorti che esiste il Brasimone e che questa valle ha necessità di investimenti e sviluppo. Ma prima di fare richieste alla Regione sarebbe bello se ascoltassero chi questo territorio lo vive e lo amministra. I fondi impegnati dalla Regione devono rimanere sul Centro Enea e non diventare tema di discussione e conseguente assalto alla diligenza.
  9. Tutto un mondo fatto di cittadini, associazioni, istituzioni ha creduto fortemente al progetto: un’unica nota di dissenso è venuta da Legambiente. Ci spiace evidenziarlo, ma è così. Tutto legittimo sia chiaro, ma viene da chiedersi che visione hanno di questo territorio, che si tutela solo se qualcuno lo vive, e per viverlo deve poterci lavorare..

Per tutte queste considerazioni possiamo concludere che il nostro Comune e più in generale il nostro territorio sono pronti a proporre progetti e a lavorare insieme per il proprio sviluppo, ma se le istituzioni ‘superiori’ non cambiano le logiche di investimento e sviluppo le cose non miglioreranno mai. In questi mesi degli impegni sono stati presi: è l’occasione di dimostrare che all’appennino e al nostro territorio nello specifico ci si crede davvero.
Noi siamo pronti.”




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