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Addio a Daniel Kaminsky, il genio umile che ha salvato il mondo senza che il mondo lo sapesse

Pubblicato da Andrea Donati in Appennino · 28/4/2021 15:59:00



Di Andrea Donati

Se la gravissima forma di diabete che ha ucciso Daniel Kaminsky venerdì scorso a soli 42 anni l’avesse fatto morire prima del 2008, tutto il mondo avrebbe subito una catastrofe tecnologica, probabilmente anche sociale e politica, se non umanitaria, impossibile da quantificare nella sua enormità. Kaminsky è l’esperto di sicurezza informatica che un giorno s’è reso conto che Internet era stato inventato con un colossale «buco» del quale incredibilmente nessuno si era accorto.

È come se il computer o il telefono o il tablet sul quale state leggendo quest’articolo potesse esplodervi in mano in qualunque momento per un difetto di fabbricazione di tutti i device del mondo. Kaminsky ha salvato tutti gli utenti di Internet perché quella falla fu chiusa in tempo grazie alla sua segnalazione, grazie a un passaparola top secret tra i responsabili della sicurezza dei protocolli con i quali le informazioni viaggiano in rete.



Semplificando, Kaminsky si rese conto che c’era un difetto di progettazione nel meccanismo tramite il quale chi scrive un indirizzo di un sito, poniamo www.lavocecastiglione.it e digita delle lettere sul suo device e quelle lettere diventano un numero e quel numero ci porta appunto al sito che abbiamo richiesto. Un malintenzionato avrebbe potuto dirottare il traffico altrove. Pensavamo di entrare nella nostra posta elettronica? Nel nostro conto bancario? Amazon? PayPal? No, saremmo finiti sul sito duplicato da un hacker, felice di svuotarci dei nostri dati, dei nostri soldi, eccetera. Non è successo grazie a Kaminsky, genio umile che tornò al suo lavoro normalmente, incarnazione del titolo di quel vecchio film, «La rivincita dei nerds», il secchione che ha salvato il mondo senza che il mondo gli dicesse nemmeno grazie, famoso soltanto tra chi s’intende di tecnologia e ignorato dai miliardi di utenti di internet.

Era predestinato alla grandezza: a tre anni prese a trafficare col computer, a quattro imparò da solo a programmare, a undici violò le difese del Pentagono come nel film Wargames, con la differenza che quando fu scoperto e minacciato di essere tagliato fuori da internet (allora era per pochissimi) mamma Kaminsky gelò il ministero della Difesa dicendo «facciamo così, ci scusiamo e per punizione gli tolgo l’accesso alla Rete per tre giorni. Se non vi va bene scrivo ai giornali spiegando che siete così incapaci da farvi violare i computer da un bambino di 11 anni».

Così nacque una carriera straordinaria nel settore tech, stroncata in età scandalosamente giovane. Quando qualcuno gli chiese – domanda ovvia – se non fu tentato di tenere per sé la sua scoperta, visto che avrebbe potuto diventare ricco oltre ogni immaginazione, miliardario, e/o ricattare il sistema tech prendendo in ostaggio internet, Kaminsky disse semplicemente che non ci aveva neanche pensato, che era giusto riparare un sistema «progettato per far viaggiare foto di gatti e non milioni di miliardi di dollari», e che comunque sarebbe stato brutto costringere la mamma ad andare a trovarlo in prigione.
Fonte: Corriere della Sera

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