I sindaci dell’Appennino Alessandro Santoni e Giuseppe Argentieri esprimono rammarico sulle modalità di comunicazione del governo sulla gestione emergenza. - Notizie - La Voce

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I sindaci dell’Appennino Alessandro Santoni e Giuseppe Argentieri esprimono rammarico sulle modalità di comunicazione del governo sulla gestione emergenza.

Pubblicato da Andrea Donati in Appennino · 30/3/2020 08:10:00



Di Andrea Donati

Ormai Facebook è diventato uno strumento “immediato” di comunicazione di massa in quanto in brevissimo tempo si riesce a raggiungere considerevoli numeri di visitatori, così che anche gli enti pubblici utilizzano strumenti “social” sempre più frequentemente.

E’ proprio questo lo spunto che ha dato luogo ad uno sfogo/protesta ai sindaci di San Benedetto Vds Santoni e al sindaco di Vergato Argentieri che postano anche loro, come fa il Governo, su Facebook, le loro note di contrasto all’azione dello stesso governo.

Ecco in toto quanto pubblicato:

Alessandro Santoni – Giuseppe Argentieri
CORONAVIRUS: DOPO L'ENNESIMO PROCLAMO, ASSIEME AL SINDACO ARGENTIERI ABBIAMO EVIDENZIATO CON DISPIACERE L'ENNESIMA MANCANZA DI CONTATTO COL TERRITORIO E DI PROSPETTIVA DELLE POLITICHE LOCALI.

Ieri sera per l’ennesima volta abbiamo appreso da Facebook le misure straordinarie del Governo, un Governo che continua a dimenticarsi dei Comuni, l’unico punto di riferimento dei cittadini, al quale ha affidato l’ulteriore compito di gestire risorse, senza preventivamente concordare con loro i percorsi attuativi ed applicativi delle misure dichiarate, e continua a dimenticarsi dei Sindaci ai quali non ha ancora detto e spiegato nulla (lo impareremo come sempre da fb), misure che però sono state annunciate agli italiani che giustamente stanno già chiamando senza trovare risposte esaustive, il tutto tacendo agli italiani che il Governo stesso ha obbligato i dipendenti dei Comuni a lavorare da casa anche in quelle aree (molte) nelle quali, come le nostre, ciò non è possibile perché dopo anni Governo è regioni ancora non sono riusciti a mantenere le promesse di superamento del divario digitale. Ecco l'ennesimo corto circuito, che ci porta dopo settimane di duro e silenzioso lavoro a voler dire la nostra.

Siamo un paese che decide solo dopo essere stato colpito dalle disgrazie: è stato così per le norme sulla sicurezza nelle scuole, per le infrastrutture stradali, autostradali ed elettrice, ed oggi lo è purtroppo per la sanità.

Serve una visione programmatica da perseguire concretamente senza tutti quegli ostacoli, spesso politicamente autoreferenziali, che hanno condizionato lo sviluppo dei nostri territori negli anni, oggi questa necessità è ancora più impellente: la Cina ci dimostra che dopo 60 giorni si potrebbe pensare di ripartire, noi ne abbiamo già passati 30, siamo sicuri di essere davvero pronti a ripartire fra 30 giorni? e soprattutto siamo sicuri che saranno pronte le realtà più piccole, che sono quelle che tengono in piedi la nazione, in silenzio e rimboccandosi le maniche?

È necessario gestire al meglio l’emergenza, e ringraziamo ancora una volta tutti coloro che lo stanno facendo, ma parallelamente occorre lavorare al futuro, perché il futuro arriverà e questo è certo!

Vogliamo dunque dire la nostra per rendere chiara a tutti la situazione di grande difficoltà in cui noi Sindaci ci siamo trovati e ci troviamo ad operare, e lo vogliamo fare senza passare da contestatori dell'ultima ora, ma in maniera costruttiva, dicendo a chi ci governa, in Regione come a Roma, che a volte ascoltare i territori prima di prendere decisioni può essere utile, e se qualcuno una volta tanto si degnerà di chiamarci noi risponderemo presente, COME SEMPRE!


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