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San Benedetto Val di Sambro. Il sindaco Alessandro Santoni aggiorna sul recente caso comunità alloggio “Il Fornello”.

Pubblicato da Andrea Donati in San Benedetto Val di Sambro · 24/2/2019 09:25:00


Di Andrea Donati

Anche oggi che è Domenica, il sindaco Alessandro Santoni, di prima mattina, torna sull’argomento “Il Fornello” che ha scosso tutto l’Appennino e non solo. Abbiamo trattato l’angosciante accaduto nel nostro precedente articolo, e oggi pubblichiamo quanto postato da Santoni sul suo profilo personale di Facebook facendo riferimento all’articolo del Resto del Carlino che riportiamo in allegato.

Alessandro Santoni
“IL NOSTRO È UN TERRITORIO FORTE CAPACE DI AFFRONTARE E REAGIRE ALLE DIFFICOLTÀ, ANCHE QUANDO QUESTE POSSONO SEMBRARE INSUPERABILI, E SOPRATTUTTO CHE SA RISOLVERLI.
ED ORA CI COSTITUIREMO PARTE CIVILE.

Questo Comune lancia un segnale forte e chiaro a qualsiasi imprenditore che pensa di arrivare da fuori per approfittarsi di questa comunità: QUI DA NOI QUESTE COSE NON PASSANO!

Lunedì scorso questa comunità è stata fortemente scossa dalla chiusura della comunità alloggio "Il Fornello".

In questi giorni ho personalmente lavorato assiduamente assieme ai servizi sociali e sanitari territoriali, ed alle strutture che hanno ospitato le persone, monitorandone lo stato di salute e cercando quanto più possibile anche di tutelarne la tranquillità di cui avevano grande bisogno.

Terminata questa fase, ieri mattina ho emesso un comunicato stampa, ripreso dai media ed anche dall'edizione di oggi del Carlino, nel quale si dà atto dell'approvazione all’unanimità in Consiglio Comunale di un ordine del giorno che impegna il Comune a costituirsi parte civile nel procedimento penale che verrà avviato: un atto dovuto per rispetto agli ospiti, delle loro famiglie e a di una comunità che non può essere messa in cattiva luce da questi eventi atroci e terribili.

Non meno importante, nel documento approvato si esprimono solidarietà e vicinanza agli ospiti della comunità alloggio e ai loro familiari e si ringrazia tutti coloro che in diversa maniera e nelle diverse fasi hanno lavorato con diligenza e serietà affinché questa orribile vicenda potesse essere consegnata alla giustizia: i Carabinieri, le altre forze di Polizia Locale, i collaboratori del Comune e dell’Unione, l’intero sistema dei servizi sociali e sanitari territoriali nonché le strutture del territorio che, in un’ottica di solidarietà, si sono immediatamente rese disponibili con posti letto ed assistenza.

Nel mio comunicato si legge che «se il problema è emerso è stato grazie al coraggio dimostrato da chi mi ha segnalato alcuni sospetti di cui ho prontamente informato le forze dell’ordine.

Questo coraggio è stato un segno di fiducia nei confronti della serietà delle istituzioni.

Da qui sono partite le indagini che hanno fatto emergere la condotta disumana di un imprenditore che pensava di poter agire indisturbato su questo territorio e poterlo abusare. Non è così: spero passi il messaggio che la nostra è una comunità di persone per bene che non tollerano che certi comportamenti».

L’ultimo doveroso chiarimento contenuto nel comunicato stampa riguarda il fatto che la struttura “il Fornelllo” non era una casa famiglia (come più volte erroneamente riportato in questi giorni da alcuni media, per la quale effettivamente le modalità di gestione sono semplificate), bensì una comunità alloggio per la quali è già previsto dalla normativa regionale (dgr 564/2000) un percorso autorizzativo che nei fatti era stato completato dagli enti sovraordinati preposti.” 




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