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Presentata il 7 marzo 2018 la proposta della nuova rete portante del Trasporto Pubblico Metropolitano

Pubblicato da Andrea Donati in Appennino · 9/3/2018 12:06:00
Troppo poco si è parlato dei comuni più marginali e soprattutto di quelli Appenninici.



Di Andrea Donati

Alessandro Santoni, sindaco del comune di San Benedetto Val di Sambro e consigliere metropolitano del Gruppo Rete Civica scrive:

Nella seduta congiunta delle Commissioni Consiliari del Comune e della Città Metropolitana di Bologna è stata presentata la nuova rete del trasporto pubblico metropolitano, durante la quale si è parlato molto della risoluzione delle criticità della città e dei comuni della prima cintura e poco, troppo poco, dei restanti Comuni metropolitani ed in particolar modo di quelli appenninici che sono storicamente quelli meno serviti dal trasporto pubblico.

Tra gli argomenti che, pur caratterizzando i Comuni montani, non sono stati illustrati nella seduta e che quindi si chiede vengano affrontati ed approfonditi con priorità vi sono:
• il trasporto su ferro estremamente diversificato in montagna a livello territoriale; l’Appennino Bolognese è infatti caratterizzato da tre importanti valli: quella del Reno nel quale la presenza delle stazioni all’interno dei paesi favorisce l’interscambiabilità, quella del Setta nella quale vi sono stazioni di fondo valle quindi meno accessibili, accessibilità resa ancor più difficile dall’insufficienza di parcheggi e dalla carenza di una adeguata intermodalità con il servizio su gomma, e quella del Savena assolutamente priva di servizio. Tre situazioni estremamente diverse che richiedono dunque azioni estremamente diverse. Sul tema, non è passata inosservata nemmeno la mancanza di accenno ai problemi legati alla chiusura della linea ferroviaria direttissima, che avverrà proprio in luglio ossia in concomitanza con l’adozione del piano.

• il trasporto su gomma storicamente caratterizzato da pochissimi collegamenti pubblici con i comuni limitrofi che praticamente si azzerano nei giorni festivi, collegamenti che sono addirittura assenti tra le frazioni interne ai singoli comuni; quest’ultimo è un tema che chiediamo con forza venga affrontato perché la mobilità non è solo una esigenza di lavoro, ma è anche una esigenza sociale e di crescita.

La prima impressione è dunque che più che un disegno territoriale ampio, quello presentato ieri sia un piano volto a creare una sorte di “ombrello” attorno al Comune di Bologna per limitare gli accessi delle autovetture in Città.

Se si parla dunque di trasporto pubblico metropolitano, pur con la consapevolezza che il peso e la necessità di attenzione che riveste la Città di Bologna sono ovviamente maggiori, è evidente e necessario che occorre affrontare anche le criticità e le carenze dei Comuni metropolitani ed in particolare di quelli dell’Appennino, che dunque si aspettano che nelle prossime settimane questi temi, finora non trattati, vengano invece affrontati ed inseriti nel documento nonché discussi nei successivi incontri.

Non va infatti dimenticato che le scelte che si faranno con questo piano condizioneranno per una generazione l’evoluzione di un territorio: ci aspettiamo dunque maggiore attenzione ed approfondimento anche per l’Appennino.

Alessandro Santoni
Sindaco di San Benedetto Val di Sambro
Consiglieri Metropolitano - Gruppo Rete Civica


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