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Non vedete l’ora di entrare nel metaverso? Anche estremisti e terroristi

Pubblicato da Andrea Donati in Appennino · 13/1/2022 06:06:00
Cos’è Metaverso



Di Andrea Donati

Luca Angelini scrive su Corriere della Sera

Come sarà davvero, di preciso nessuno lo sa. Ma il metaverso, l’universo cibernetico in cui, grazie a visori e sensori, la realtà virtuale diventerà tutt’altra cosa rispetto a quella che conosciamo oggi, attira e affascina. Anche estremisti e terroristi, che non vedono l’ora di poterne fare l’uso più dannoso possibile.

A confermarlo sono, con un intervento su The Conversation, tre ricercatori del National Counterterrorism Innovation, Technology, and Education Center di Omaha, nel Nebraska: l’esperto di informatica Joel Elson, il politologo Austin Doctor e lo psicologo Sam Hunter. «Chi ha cattive intenzioni — scrivono i tre, pur precisando di non essere pregiudizialmente contrari al cyberspazio prossimo venturo — sta già prendendo nota che il metaverso è una potenziale arma per il loro arsenale». Detto in modo ancora più chiaro: «C’è il potenziale perché il metaverso diventi un nuovo terreno per l’attività terroristica».

E può diventarlo su più fronti. Il primo è quello del reclutamento di potenziali terroristi o estremisti, che già oggi avviene in gran parte sul web, ma che potrebbe rivelarsi enormemente più efficace grazie alle nuove esperienze «immersive» del metaverso. Immaginate, scrivono i tre ricercatori, di poter «vedere» voi stessi seduti su una panchina a conversare faccia a faccia con Steward Rhodes, fondatore degli Oath Keepers, uno dei gruppi paramilitari di estrema destra protagonisti dell’assalto al Campidoglio. O, magari, ad ascoltare in un giardino di rose virtuale i sermoni di un Osama bin Laden digitalmente resuscitato.

Un secondo fronte è quello dell’addestramento e del coordinamento. Nel metaverso, tanto per fare un esempio, possono essere riprodotti in modo virtuale luoghi reali. Quanto più difficile sarebbe stato per Eugene Goodman, il poliziotto nero eroe del 6 gennaio, sviare lo Sciamano e i suoi compari se questi ultimi avessero potuto riprodurre in ogni dettaglio, nel metaverso, stanze e corridoi di Capitol Hill? E quanto più preciso e letale potrà essere, in futuro, un attacco terroristico pianificato grazie a sensori, occhiali «intelligenti» e visori 3D?

Il terzo fronte potrebbe essere quello di «attacchi» all’interno del metaverso medesimo. Attacchi virtuali, non fisici, ma che potrebbero avere importanti impatti psicologici e anche economici per le aziende che decidessero di investire nel metaverso. Pensate all’improvvisa comparsa di svastiche, di immagini dell’attacco alle Torri Gemelle o di simboli blasfemi durante cerimonie religiose virtuali. Se riflettete sull’impatto dei video delle decapitazioni rituali da parte dell’Isis o di stragi «in diretta» come quella di Christchurch in Nuova Zelanda, capirete che gli effetti di propagazione del terrore possono essere molto «reali».

Come si può correre ai ripari? I tre ricercatori, visti i precedenti, sono scettici sulle promesse di vigilanza e controllo di Mark Zuckerberg e soci. E consigliano di cominciare a prepararsi, anche se passerà probabilmente ancora qualche anno prima che il metaverso assuma contorni più definiti: «Le minacce potenziali poste dal metaverso richiedono attenzione già oggi da parte di un ampio ventaglio di persone e organizzazioni, inclusi i ricercatori universitari, coloro che lavorano a sviluppare il metaverso e chi è incaricato di proteggere la società. Le minacce richiedono di pensare al metaverso in modo altrettanto o più creativo di quello in cui lo stanno facendo i malintenzionati. Ognuno deve essere pronto per questa nuova realtà».


Cos’è Metaverso

Metaverso (in inglese Metaverse) è un termine coniato da Neal Stephenson in Snow Crash (1992), libro di fantascienza cyberpunk, descritto come una sorta di realtà virtuale condivisa tramite internet, dove si è rappresentati in tre dimensioni attraverso il proprio avatar.
Stephenson caratterizza il Metaverso come un'immensa sfera nera di 65536 km (216) di circonferenza, tagliata in due all'altezza dell'equatore da una strada percorribile anche su di una monorotaia con 256 (28) stazioni, ognuna a 256 km di distanza. Su questa sfera ogni persona può realizzare in 3D ciò che desidera, negozi, uffici, nightclub e altro, il tutto potenzialmente visitabile dagli utenti.
Quella di Stephenson è una visione futuristica dell'internet moderna, frequentata dalle fasce della popolazione medio alte, dove la differenza tra le classi sociali è rappresentata dalla risoluzione del proprio avatar (da quelli in bianco e nero dei terminali pubblici, a quelli con un'ottima resa 3D delle persone agiate), e dalla possibilità di accedere a luoghi esclusivi (come ad esempio il Sole Nero).
Esempi di metaverso sono considerati i MMORPG (videogioco) e le chat in tre dimensioni come Second life o Active Worlds.
Fonte: Wikipedia


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