Elezioni del Presidente della Repubblica - Notizie - La Voce

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Elezioni del Presidente della Repubblica

Pubblicato da Andrea Donati in Appennino · 12/1/2022 09:47:00
Il paradosso dei grandi elettori del Quirinale, con meno diritti dei normali cittadini a causa della falcidia dei grandi elettori provocata dal Covid



Di Andrea Donati

Ai cittadini che voteranno alle suppletive del 16 gennaio, per eleggere il successore di Roberto Gualtieri (nel frattempo diventato sindaco di Roma), non sarà richiesto nessun green pass, né super né base. Né dovranno dimostrare di essere negativi con un tampone. Di contro, ai grandi elettori che voteranno per il nuovo capo dello Stato, il 24 gennaio, sarà richiesto il green pass. E se positivi o in quarantena (o no vax), non potranno votare, né da casa né altrove.

E’ un esempio del paradosso che potrebbe verificarsi nei prossimi giorni e che - come nota https://www.ettorecolombo.com/2022/01/10/corsa-al-colle-12-i-parlamentari-hanno-minori-diritti-dei-normali-cittadini-quando-votano-si/ anche Ettore Colombo - ribalta un po’ lo schema della casta dei politici, supervezzeggiati e pieni di privilegi. Il privilegio supremo, quello che per i cittadini è un diritto inalienabile, il diritto di voto, rischia di essere vanificato dalle norme, molto più severe per i grandi elettori (parlamentari ed eletti dalle regioni) che per i normali cittadini.

La faccenda è più delicata di quel che si pensi, anche mettendo da parte la questione dei privilegi di «casta». Perché per eleggere il capo dello Stato è necessaria una maggioranza qualificata: due terzi degli aventi diritto al voto nei primi tre scrutini (673 su 1009), la maggioranza assoluta dal quarto in poi (505). Il che significa che il presidente non si elegge con la maggioranza dei presenti ma di quelli che hanno diritto di votarlo. E se - a causa della falcidia dei grandi elettori provocata dal Covid - venissero a mancare un centinaio di grandi elettori (ipotesi non improbabile), sarebbe più difficile raggiungere quei quorum. Perché non voterebbero in 1009 ma in 900. E il risultato, in qualche modo, ne sarebbe falsato.

Come rimediare? Finora, sostiene il costituzionalista dem Stefano Ceccanti, la presidenza della Camera dei deputati (della quale si applicano le regole), «ha reagito in modo burocratico». Nel senso che le regole sono queste e pace, non si può fare altrimenti. Non sono finora state prese in considerazione ipotesi alternative: né il voto a distanza, né una sorta di Covid hotel di fronte a Montecitorio, dove potrebbero votare i positivi. Se possono sembrare soluzioni strane, bisogna ricordare che un cittadino malato o che non può muoversi da casa per ragioni da salute, o un detenuto, possono comunque votare, là dove si trovano. Un grande elettore no.

Altra ipotesi possibile, ma estrema, nel caso di crescita eccessiva dei positivi: rinviare le elezioni. In quel caso, i costituzionalisti sono divisi: si andrebbe o a una prorogatio di Mattarella, il cui mandato scade il 3 febbraio, o a una supplenza del presidente del Senato, Elisabetta Casellati.

ll presidente della Camera, Roberto Fico, sta valutando la situazione. Martedì ne parlerà con i questori di Camera e Senato (parlamentari che vigilano sull’applicazione delle norme). Non è escluso che possa esserci qualche modifica, anche se non viene visto con favore né il voto a distanza, per problemi di segretezza e privacy, né il Covid hotel, visto che positivi e quarantenati (ieri erano 30 + 3 solo alla Camera) non possono circolare liberamente. Qualunque modifica potrà essere fatta su richiesta del presidente o di un membro della giunta dei regolamenti e poi varata dalla giunta e poi dall’Aula. I tempi per farle ci sarebbero, la volontà non si sa.

Si pongono altre due questioni. Che fare dei no vax? Per quanto limitato numericamente, il problema c’è. Perché non c’è un obbligo vaccinale generalizzato, ma solo limitato agli over 50. E perché il diritto di voto dovrebbe superare la, chiamiamola così, obiezione di coscienza dei no vax. Ma da sempre il diritto di voto per il Quirinale si esercita alla Camera, che è un’istituzione e un luogo di lavoro e lì si applicano le regole del green pass. Quello base (vaccino, guarigione o tampone). Perfetto, ma se uno viene da Sicilia o Sardegna? In quel caso dovrà prendere obbligatoriamente un aereo o un traghetto. E, sui mezzi di trasporto, ormai, è obbligatorio il super green pass. Non basta, cioè, il tampone.

Per ridurre i rischi sono stati stabiliti finora una serie di accorgimenti.
- Si voterà per fasce, stabilite con l’ordine alfabetico.
- Ci sarà una sola votazione al giorno, invece delle tradizionali due.
- Ogni tre ore ci sarà una sanificazione dell’Aula
- In aula potranno esserci massimo 100 parlamentari per volta.
- Saranno installati speciali “catafalchi” anti Covid.
- Oltre al green pass base, i grandi elettori dovranno indossare la mascherina Ffp2.
- Non è escluso che, sulla base della crescita dei contagi, si stabilisca l’obbligo per tutti di fare un tampone prima di entrare in Aula.

Fonte: Corriere della sera


Torna ai contenuti | Torna al menu