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Emergenza Ucraina, CNA dona 30mila euro a Città metropolitana e Comune

Pubblicato da Andrea Donati in Bologna · 21/6/2022 06:08:00
Per sostenere le persone accolte sul nostro territorio e per inviare beni di prima necessità a Karkiv con la carovana di Mediterranea



Di Andrea Donati

CNA Bologna, in collaborazione con Banca di Bologna, BCC Felsinea ed Emil Banca, ha donato 30 mila euro a favore dell’emergenza Ucraina a Città metropolitana e Comune di Bologna. In particolare 20 mila euro vanno al Fondo sociale di comunità “Dare per Fare” per sostenere le persone già ospitate nel bolognese, mentre 10 mila sono stati utilizzati da Mediterranea per l’invio in Ucraina dei beni di prima necessità raccolti dal Comune di Bologna.

La consegna simbolica della donazione da parte del presidente di CNA Antonio Gramuglia al sindaco del Comune e della Città metropolitana Matteo Lepore si è svolta questa mattina a Palazzo Malvezzi alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni bancarie Daniele Ravaglia (Direttore generale di EmilBanca), Paolo Gatti (direttore Privati Banca di Bologna), Andrea Alpi e Paolo Panzacchi (direttore e vice presidente di BCC Felsinea).

La somma destinata al Fondo sociale di comunità è per il progetto della Città metropolitana per sostenere le persone in fuga dalla guerra, accolte sul territorio metropolitano con forme di accoglienza informale, al di fuori dei canali istituzionali del CAS (Centri Accoglienza Straordinaria) e del SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione), e le famiglie che volontariamente le ospitano contribuendo anche alla realizzazione di attività educative e di inclusione sociale rivolte ai minori portate avanti da Comuni e Unioni.

In particolare le risorse saranno utilizzate sotto forma di contributi diretti, come buoni spesa, alle famiglie ospitate; contributi ad associazioni ed enti che sostengono direttamente le accoglienze; oppure per coprire le spese sostenute per l’inserimento dei minori ucraini a centri/attività estive
 
La scelta di destinare al Fondo di comunità metropolitano questa somma dà forza al progetto in cui la Città metropolitana di Bologna e il Comune di Bologna hanno fortemente creduto come risposta alle fragilità economiche e sociali, nel cui quadro da qualche mese si inseriscono anche le necessità di chi ha trovato accoglienza nel nostro territorio fuggendo dalla guerra in Ucraina. 
 
“Questa donazione – ha sottolineato il sindaco Matteo Lepore – attesta che il Fondo acquista valore grazie alla rete di solidarietà in cui tutta la cittadinanza dell'area metropolitana, nelle sue diverse componenti, organizzazioni, forme associative sceglie di impegnarsi”.
 
“Cna è sensibile alle sofferenze del popolo Ucraino. Fin da quando è iniziato il conflitto, Cna Bologna con le sue imprese e i suoi dipendenti si è impegnata per raccogliere contributi che favorissero l’accoglienza dei profughi ucraini a Bologna. Anche grazie al supporto delle banche partner abbiamo raccolto 30.000 euro: oltre ai 20.000 euro donati al fondo ‘Dare per fare’, abbiamo devoluto altri 10.000 euro per la consegna  di beni di prima necessità che la carovana della ong Mediterranea ha portato a Karkiv – ha evidenziato Antonio Gramuglia, presidente Cna Bologna –.

La guerra della Russia contro l’Ucraina sta causando grandi difficoltà alle imprese, già provate dagli effetti economici della pandemia: caro energia, caro materie prime, difficoltà a reperirle, crisi finanziaria. Cna però ha voluto mantenere l’attenzione sull’impatto umanitario che il conflitto sta avendo sulla popolazione civile. Non è stato difficile: lo spirito delle piccole imprese e degli artigiani è sempre stato ispirato alla solidarietà verso chi soffre”.
 
“Il Fondo sociale di comunità è un progetto di Città metropolitana, Comune di Bologna, Unioni e Comuni, che insieme a sindacati, imprese e associazioni, società partecipate e Terzo settore vuole dare una risposta concreta ai bisogni sociali ed economici delle persone attraverso beni alimentari e di prima necessità, sostegno all’abitare, contrasto alla povertà educativa e al divario digitale e lavoro.”
Fonte. Comunicato stampa


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